Tutti pazzi per il risotto a Gambero Rosso Channel

Gran bella giornata oggi a Roma, a registrare negli studi di Gambero Rosso Channel una puntata di Tutti pazzi per…, la trasmissione condotta da Marco Sabellico. Il tema del giorno? Sarebbe stato contento Carletto Zaccaria, al quale mi sono permesso di “rubare” la foto d’apertura: il riso. Tutti pazzi per il riso.
Oltre al sottoscritto e al conduttore (eccolo qui in foto), c’era un vero parterre di personaggi interessanti. C’era Gabriele Ferron da Isola della Scala (Verona), uno dei pontefici del vialone nano e della sua florida tradizione veneta. C’era Piero Rondolino da Livorno Ferraris (Vercelli), portabandiera della grande agricoltura risicola vercellese, nonché portabandiera del Carnaroli biologico e dell’ormai famosa versione invecchiata, l’Acquerello, venduto in speciali lattine a tenuta, etichettato in famiglia e ormai amatissimo da tanti grandi ristoratori. C’era, in rappresentanza della categoria dei gourmet appassionati e un po’ poeti, il simpaticissimo toscano Fabrizio Diolaiuti, showman camaleontico e pieno d’amore per la cucina, dispensatore prodigo di umorismo (“Il risotto lo preferisco all’onda, perché mi piace il mare”) e di divertenti aneddoti.
Ho notato adesso che per motivi incomprensibili wordpress mi ha segato la gran parte del mio vero post. Ora purtroppo non ricordo quello che ho scritto esattamente. Certo, ho tirato in ballo l’ospite più importante: Marcello Leoni, della Locanda del Trebbo, vicino Bologna, chef di cucina talentuoso. Durante le dissertazioni risicole degli ospiti “parlatori”, lui sui fornelli dello studio ha preferito impiattare due risotti, cui perdono volentieri l’uso dell’olio anziché del burro nel soffritto (ma non è roba da strapparsi i capelli, è accettabilissimo). Il primo era un vialone nano con la lepre e i baccelli. Il secondo, un risotto con asparagi di Altedo, calamari, corallo di capasanta e violetta, preparato con due Carnaroli diversi. Noialtri presenti, bendatissimi, dovevamo assaggiarli e cercare di spiegare le differenze tra i due. Rondolino, allenatissimo, ha subito riconosciuto qual era il suo Acquerello. L’altro riso era un altro Carnaroli d’alto livello. Ma d’alta classe era anche la preparazione del cuoco: il soffritto d’olio dava ai risotti un carattere “verde”, quasi vegetale, che li faceva apprezzare alla grande. Questo naturalmente in aggiunta all’originalità delle ricette.
Tra gli approfondimenti sotto forma di servizi e filmati, un cammeo di Andrea Berton del Trussardi alla Scala, nonché una serie di interviste alla gente comune, e una selezione di citazioni cinematografiche sul mondo risicolo.
Beh, che dire?
Evviva il riso e il risotto.




A Isola della Scala Ferron non lo possono vedere. Pare che lui lì abbia solo lo stabilimento, ma il riso arriva da “altrove”. Tanto che nei campi sono comparsi cartelli artigianali per indicare di chi è la piantagione. Come a dire “che qui il riso lo coltiviamo noi, mica Ferron”.
Leggende?
PS: anche quest’anno è d’obbligo la presenza ViniVeri, io ci sarà il 3.
http://www.viniveri.net/
Ti chiedo gentilmente di non scrivere questo genere di cose, se si tratta semplicemente di voci non documentate (e probabilmente non documentabili).
Non è la prima volta che personaggi invidiosi e meschini cerchino di delegittimare con chiacchiere prive di fondamento il lavoro eccellente di chi ha ottenuto riscontri e soddisfazioni, magari dando “fastidio”.
E’ altamente probabile che ciò che ti è giunto all’orecchio sia solo un caso del genere, Ferron è una persona di una serietà esemplare.
Un conto comunque è dire che il riso arrivi da “altrove”, un altro prenderlo da risaie di Isola non direttamente di proprietà.
Posto che fino a prova contraria tutto ciò è falso, ovviamente.
Viniveri? E chi lo sa, io nemmeno so se sarò vivo domani…
Vedo adesso che è sparito, incredibilmente, un pezzo del post.
Ho cercato di rimpiazzarlo in modo acconcio.
Il riso è veramente uno Dei piatti PRINCIPI DELLA CUCINA…
Christian, spero che verrai invitato anche tu!
Si principe della cucina, Christian.
A parere mio il Riso Ferron è uno dei migliori. Per anni ho adoperato solo quello!
Ora mi sono innamorata del riso del Delta del Po, ragazzi è meraviglioso, non è molto facile reperirlo, per ora, ma se potete provatelo!
Tommaso, mi hai fatto impazzire di curiosità con Acquarello. Non avrò pace finchè non lo proverò. Dove posso cercarlo?
Beh Tommaso spero anche io di essere invitato un giorno,,, Sull’acquerello io ho le mie riserve ma me le tengo per me, provalo e poi ci sentiamo…,..
A presto e Buon RISO A TUTTI !!
Christian
Ciao Tommaso. È probabile che le voci di paese degli Isolani siano in parte prive di fondamento. Ma quando è un’intero paese a dire la medesima cosa, il sospetto è legittimo. Probabilmente la verità sta proverbialmente nel mezzo. Di certo io non vado a chiedere a ciascun contadino di Isola a chi vende il riso.
Non ci vedo nulla di male a riferire in questo luogo delle voci di paese, del resto è o non è il villaggio globale?
Vorrei che venisse messo a verbale che, infischiandosene delle voci isolane, un simpatico oste dell’appennino tosco-emiliano, con il vialone di Ferron ci prepare un risotto al tartufo nero da innamorarsi.
Non farmi venir l’acquolina proprio a quest’ora, dai…
Evviva il riso ed il risotto. Finalmente si inizia a dare il giusto spazio ad un piatto straordinario come il risotto.di cui io, Tommaso e Liborio siamo autentici appassionati.
In merito alla discussione ci tengo a precisare un particolare che riguarda l’importante categoria delle riserie artigiane che anche se in alcuni casi non possiedono terreni, con i loro impianti moderni e funzionali sono custodi da molti anni della qualità e della tradizione del riso italiano.
[...] sera alle 21 sintonizzate parabole e televisioni su Gambero Rosso Channel. Va in onda l’annunciata puntata di Tutti pazzi per… dedicata al riso e al risotto. Oltre a me, saranno presenti Fabrizio Diolaiuti, Gabriele Ferron, Piero Rondolino e lo chef [...]
carissimi, è passato un pò di tempo, ma meglio tardi che mai. quando si acquista il risone grezzo da trasformare, tutta la documentazione è sottoposta ai controlli dell’ente nazionale risi. che rilascia i buoni per il ritiro dalle aziende agricole. tutto nero su bianco. inoltre, non dimentichiamoci che nel veronese, c’è la igp sul riso nano vialone veronese. e che le confezioni sono numerate una ad una, progressivamente, e riportano il numero del certificato di conformità alla igp. tutte.