Muscadellu 2006 Roccavorte, il vino che non c’è

November 13th, 2007 | by Tommaso Farina |

SardegnaNon abbiatevene a male, se scimmiotto per l’ennesima volta la definizione che Alessandro Masnaghetti, nella sua breve ma felice parentesi come curatore della Guida Vini dell’Espresso, coniò per i vini siculi e sardi che più l’avevano impressionato: isolani non isolati. L’altro giorno, a Golosaria, alle prese coi vini Top Hundred ho assaggiato una chicca sarda che consiglio agli appassionati per la sua estrema originalità e gradevolezza. Si tratta del Muscadellu 2006 di Roccavorte. Non chiedetemi lumi sull’azienda: onestamente non ne so assolutamente niente, non so nemmeno dove si trovi all’interno della Sardegna. Internet non è di particolare aiuto: ho trovato questo, ma non ho la certezza che sia l’indirizzo giusto, anzi ne dubito. Se qualcuno sa qualcosa, si faccia avanti. Se Gilberto Arru legge questo blog, si palesi e ci aiuti a scoprire l’arcano.
Il Muscadellu è un vino da fine pasto, che si colloca nell’ampia tradizione di vini sardi più o meno dolci. La controetichetta, che ho potuto vedere solo di sfuggita, parla di “uve aromatiche”. Il colore è d’un giallo paglierino abbastanza scarico ma limpido, anche se non squillante. Il profumo è lieve, eminentemente floreale, con una preminenza di lavanda, erbe aromatiche e, perché no, macchia mediterranea: decisamente non c’è solo del moscato. In bocca, il Muscadellu rivela la sua autentica natura: vino decisamente da conversazione, non da meditazione. Certo, è dolce e piacevole. Però, oltre a non essere stucchevole, stupisce per il bagaglio di acidità più che notevole, sensibile ma non disturbante, fresco e insinuante in bocca. Non è un vino concentrato e masticabile come può esserlo, per esempio, il Vin Santo del Castello di Cacchiano. Il sapore ben morbido è movimentato da curiose (e gustose) vampate citrine e agrumate, che lo rendono mai uguale a se stesso. Per questo è un vino da conversazione: è franco, cordiale, da pomeriggio. Un vino da meditazione è invece da sera. Una sera davanti al caminetto, con una poltrona: gli amici non sono indispensabili, e comunque devono essere assolutamente silenziosi e in contemplazione come voi. Il Muscadellu richiede invece amici più loquaci e propensi alla chiacchiera scherzosa e disimpegnata, magari con qualche pasticcino. Più ancora che i dolcetti sardi (più adatti alla Malvasia di Bosa) ci vedo bene un cannolo siciliano di sola ricotta, senza canditi.
Bella scoperta. Se poi qualcuno sa qualcosa di più, batta un colpo. Magari chiamo io Scarpitti nei prossimi giorni.

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5 Commenti a “Muscadellu 2006 Roccavorte, il vino che non c’è”

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  1. Di Luca Ripellino il Nov 14, 2007

    Mannaggia, questo me lo sono perso… Vedrò di rifarmi a Torino, visto che anche lì ci sarà l’enoteca dei Top Hundred! In compenso Tommaso, ti dico che a Milano ho apprezzato molto il Verdicchio dei castelli di Jesi di Bonci: mi è piaciuto molto, alla faccia di chi ritiene anche il Verdicchio un vinello così così… Tu che ne pensi? Ciao. Luca

  2. Di marco il Nov 14, 2007

    ti leggo con piacere…un bel fare e dire….tra le righe c’è un buon giornalismo
    saluti

  3. Di Tommaso Farina il Nov 15, 2007

    Grazie Marco.

    Luca, il Verdicchio è un vino bianco che sa essere strutturato e potente, mantenendosi fresco e stuzzicante. Bonci sa il fatto suo.

  4. Di Gilberto Arru il Feb 2, 2008

    Chiamato in causa per il “…vino che non c’è…” rispondo volentieri.Non conoscono il Muscadellu Roccavorte 2006 ed è la prima volte che ne sento parlare.Sono tanti i vini che nascono e muoiono in tempi brevi, a volte non c’è neanche il tempo di conoscerli. Alcuni che ho assaggiato, confesso che ne avrei fatto a meno di berli e credo che i produttori abbiano perso tempo e danaro. Ma ognuno e libero di crearsi hobby e di coltivare passioni che vanno rispettate. Però quandio sia pretende di entrare nel mercato, il gioco si fa duro e la passione deve essere accompagnata dalla qualità. Il successo di molti vini italiani nasce dalla grande passione dei loro produttori. Lo auguro anche a questo Muscadellu, per me ancora sconosciuto.

  5. Di Tommaso Farina il Feb 2, 2008

    L’intervento di Gilberto Arru è un valore aggiunto per questo blog. Anch’io auspico che il Moscadellu abbia fortuna.

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