La Barbera con la barrique che non si vede
September 24th, 2007 | by Tommaso Farina |
Si può nascondere così bene la barrique da renderla quasi inavvertibile, ossia riconducendola alla sua funzione originaria di “mezzo” dell’affinamento, e non di “fine” necessario a dare quel timbro gusto-olfattivo che qualsiasi consumatore un po’ scafato riesce subito a focalizzare? Evidentemente sì. E alla Cascina Orsolina di Moncalvo (Asti) lo sanno fare. Non a caso, possono avvalersi di un enologo competente e abile come Donato Lanati.
Bando alla ciance: la Barbera d’Asti Superiore Bricco dei Cappuccini 2003 va provata. L’uso della barrique per la Barbera, come molti, sanno, è stato introdotto tra i primi da Giacomo Bologna: vedendosi bocciare la sua adorata Monella (Barbera vivace del Monferrato) dai degustatori francesi, scelse di sposare le loro tecniche e i loro gusti, introducendo la piccola botte a Rocchetta Tanaro con risultati encomiabili. Ed encomiabile è anche questa Barbera di Moncalvo, dove la barrique è talmente giudiziosa che non si sente neanche, specialmente in bocca. L’etichetta della 2003 è un po’ diversa da quella che vedete in immagine, ma per il resto il Bricco dei Cappuccini è esattamente come lo descrivo io: un vino color rosso scuro, con consistenza sensibile ma non marmellatosa. Al naso, fruttato tondo di amarene e mirtilli, con un che di floreale sullo sfondo: forse è proprio questa relativa rotondità dell’espressione fruttata a tradire in qualche modo l’impiego di carati piccoli. Anche perché in bocca avrete la vera sorpresa: un’acidità sontuosa, magnificamente in evidenza, equilibrata e raffinata, ma percettibilissima e rinfrescante. Il corredo tannico è sicuramente buono, e in ogni caso non c’è la minima traccia della mollezza che caratterizza il cattivo uso dei piccoli carati. E’ un vino che lascia la bocca perfettamente pulita, non zuccherosa, vanigliosa o comunque appesantita. Abbinamento? L’oca ripiena arrosto.
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Di Stefano Buso il Sep 24, 2007
Sono d’accordo sull’abbinamento. Direi anche un eccellente brasato, ricoperto con il suo fondo di cottura passato al colino e legato con patate saltate al burro e salvia.
Oppure un delizoso risotto con fegatini e molto pepe…
Di Stefano Buso il Sep 24, 2007
delizioso..
Di Tommaso Farina il Sep 24, 2007
Sul brasato berrei qualcosa di più possente. Ma dubito che anche la Barbera ci starebbe male. Da te però mi aspetto anche abbinamenti col Raboso.
Di Stefano Buso il Sep 24, 2007
Volentieri Tommaso, volentieri…
Di Luca Ripellino il Sep 25, 2007
Sono le 9 di mattina, eppure l’idea di un risotto con fegatini e pepe già mi stuzzica l’appetito….. Maniaco?!
Di Stefano Buso il Sep 25, 2007
Sono ottimi alle 9 del mattino, danno una carica! Durante la cottura provate con una foglia di alloro, regala un sapore particolare..
@ Tommaso: in queste prime fresche serate umide, un bicchiere di raboso con salame cotto e polenta non è male..