Vino dei Blogger capitolo 5: Piave Merlot Barollo 2003

March 6th, 2007 | by Tommaso Farina |

Pungolato dall’ottimo Marco, stavolta partecipo anch’io al Vino de Blogger. L’ordine del giorno è dettato dal vincitore dell’edizione 4, il simpatico Luca Risso (Luk): il vino proposto dev’essere Merlot o Pinot nero, italiano, senza limiti di budget. Al contrario di quel che si potrebbe pensare dal mio post di ieri, non proporrò un Pinot nero, ma un Merlot molto interessante, che, grazie anche alla sua provenienza veneta, esula decisamente dai consueti merlottoni toscanissimi: il Piave Merlot 2003 Barollo.
Questa giovane azienda di Preganziol (Treviso) sta davvero bruciando le tappe con entusiasmo: basti pensare all’exploit del Piave Chardonnay 2003, che allo Chardonnay du monde 2006 ha preso la medaglia d’oro; il vino è stato poi recensito e apprezzato da molti esperti italiani, come Roberto Giuliani di Lavinium ( «Un vino di esecuzione impeccabile, indubbiamente di taglio moderno, dotato di un’ottima materia prima e capace di lungo invecchiamento») e Luciano Pignataro ( «Un capolavoro, insomma, della nuova enologia italiana capace di competere alla pari con la concorrenza internazionale anche quando si misura con uve che impegnano migliaia di enologi e ricercatori ogni giorno in tutto il mondo da decine di anni»).
Merlot BarolloMa qui, più che dello Chardonnay, parliamo di un Merlot inatteso. Inatteso, quantomeno, per chi ha ancora in mente gli imprecisi, erbacei Merlot del Veneto orientale che andavano per la maggiore: invece i fratelli Barollo ci hanno dato un vino ottimo, giudizioso, paragonabile, per bontà, a certi campioni dei Colli Euganei (mi viene in mente il Sassonero di Ca’ Lustra) che rappresentano bottiglie esemplari per la tipologia in questa regione. Non a caso, questo vino proviene da rese per ettaro (75 quintali) che in zona Piave, fino a qualche anno fa, sarebbero state considerate fantascienza. Il succo delle uve, dopo 12 giorni di macerazioni sulle bucce, viene affinato per 10 mesi in barriquee per 6 in bottiglia. Il risultato è un vino dal caldo color rubino intenso, che porge al naso sentori di marasca e di grafite. In bocca è di corpo, elegantemente introverso ma subito dopo disposto ad aprirsi a un bel calore espressivo, tannico il giusto. Una bottiglia costa più o meno sui 15 euro. Francamente, credo che se tutte le aziende della marca trevigiana (e, perché no, di Lison-Pramaggiore) lavorassero così, abbassando le rese, curando meglio l’aspetto agronomico e migliorando le pratiche di cantina, gran parte dei pregiudizi su questa zona viticola (vero e proprio serbatoio enologico di grande potenzialità, noto soprattutto per il Raboso, che ahimé non tutti sanno fare bene, scambiandone la ruvida asprezza per tradizionalità ruspante) diminuirebbero senz’altro.

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2 Commenti a “Vino dei Blogger capitolo 5: Piave Merlot Barollo 2003”

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  1. Di Luca Risso il Mar 6, 2007

    Orpo che velocità!

    Luk

  2. Di Max-QM il Mar 6, 2007

    Ssssssshhhh….. non spargere la voce. Di aziende che nella Marca Trevigiana fanno buone cose, c’è ne sono, ma non bisogna spargere la voce, altrimenti i prezzi aumentano :-))

    Comunque mi hai anticipato, anch’io ho previsto un Merlot Piave (o almeno spero mi sia rimasta una bottiglia in cantina).
    ciao,
    max

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