Vittorio Pellegrini e le golosità del cavallo

January 19th, 2007 | by Tommaso Farina |

Macelleria PellegriniA Milano c’è un posto che ogni appassionato di carne equina (e per fortuna sono abbastanza) dovrebbe conoscere, e mettere nella sua agenda golosa: è la Macelleria Vittorio Pellegrini, in via Spallanzani. La cura di Vittorio Pellegrini, che è sul pezzo dal ‘59, è ben evidente da questo negozietto pulitissimo, profumato, pieno di golosità d’ogni genere. Punto di forza, come si intuisce, le carni equine: tutti i tagli possibili, cui sono stati affiancati anche quelli di manzo (bellissime bistecche alla fiorentina). Non mancano gli arrosti, i ripieni, i polpettoni, i cosiddetti “preparati” pronti da cuocere.
Di gran classe i salumi fatti in casa: bresaola equina, cacciatori e salame di cavallo (misto suino), slinzeghe e salami d’asino. Tra le chicche, la Muscisca, specialità pugliese che Pellegrini ha riveduto e corretto: nella sua versione, si tratta d’una bresaoletta di cavallo abbondantemente spolverizzata di paprika forte. Ma la cosa più buona è la salsiccia fresca equina: la versione col finocchietto è davvero strepitosa. Non mancano altre estrosità: il Burro degli dei (crema di lardo all’aglio e rosmarino), e gli sfilaccetti di cavallo marinati, oltre a prodotti fatti da altri, come la Sopressa veneta e lo stinco in cassetta. Dovete assolutamente farci un giro.

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5 Commenti a “Vittorio Pellegrini e le golosità del cavallo”

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  1. Di Francesca il Jan 19, 2007

    ecco, la carne equina non l’ho mai assaggiata, e non so se lo farò mai. Mi viene in mente impressione…
    Ciao!

  2. Di Terry Hughes il Jan 20, 2007

    Perche’ questo senso di tabu’ attorno alla carne equina? E’ presente, eccome, in America. Se ci piace il maiale…

  3. Di Tommaso Farina il Jan 20, 2007

    Ho cercato di aver risposte leggendo “Buono da mangiare” di Marvin Harris, ma le risposte, pur belle, mi sono sembrate insufficienti.

  4. Di Stefano Frega il Jan 22, 2007

    La carne equina è parte fondamentale della cucina veronese: su tutto, l’ottima “pastissada del cavàl”. Da ricordare anche la carne di asino. Personalmente, non amo la carne di cavallo se non quando è “lavorata”, altrimenti è troppo “dolce”. I tabù (molto limitati qui) nei confronti della carne di cavallo, probabilmente dipendono dall’”immagine culturale” che il cavallo ha assunto nelle nostre società “avanzate”: da strumento di lavoro e sostentamento è divenuto un animale da “leisure” e comunque “antropoformizzato” (non riesco a trovare un termine più preciso). Non esiste, infatti, analogo tabù nei confronti dell’asino (lo confesso, mi si spezza il cuore alla sola idea di veder uccidere un cavallo o, ancora di più, un asinello). E’ interessante notare quanto l’animalismo popolare possa essere “selettivo”.

  5. Di Alessandra il Jun 12, 2007

    Buona e “succosa”, la carne di cavallo e di asino nn puo’ fare più impressione di quella di coniglio, di agnello ecc… tutti animali “carini”. Considerate che l’asino finita la sua utilità come lavoratore sarebbe estinto o quasi se non fosse considerato prelibato! Per quanto riguarda la macelleria Pellegrini provate anche i patè fatti in casa e il mio preferito. arrosto pere e fichi! Da leccarsi i baffi!!!

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