Salsiccia e friarielli, date inizio alle danze (più pillola di formaggi irpini)
October 19th, 2007 | by Tommaso Farina |
Qui a destra potete vedere uno dei piatti più poveri ma gustosi dell’inverno napoletano: salsiccia e friarielli. Che sono i friarielli? Fatto presente che in certe zone della Campania con questo nome si chiamano i friggitelli (peperoncini verdi lunghi), i friarielli propriamente detti sono di fatto cime di rapa. I napoletani, con un pizzico d’orgoglio, dicono che fuori da Napoli è impossibile mangiarli. Errore: i napoletani, fuori Napoli, se li fanno spedire. A Milano, in viale Sarca, la pasticceria Achille, al venerdì, confeziona le sfogliatine ai friarielli. E voltato l’angolo, la mia amata pizzeria Fermata fa la pizza Malafemmena, con salsiccia e friarielli, mentre l’annessa friggitoria Vachepress propina il panozzo. Che è? Sarebbe un pane fritto, tagliato a metà e riempito, indovinate un po’, di salsiccia e friarielli, che peraltro sono venduti pure sfusi.
E di che sanno, questi friarielli? Il loro tratto saliente è il gusto amarognolo, avvincente, ombreggiato, da pietanza “povera”. Il retrogusto, chissà perché, comunica suggestioni di menta piperita e anice stellato. Con belle salsicce campane a pasta grossa, sono davvero una elementare ghiottoneria. Volete sapere un sacco di cose sui friarielli? Ecco un bel sito, esaustivo e simpatico.
PILLOLA GASTRONOMICA: se siete in viale Sarca e volete entrare al negozio Torricelle, sappiate che in questi ultimi tempi si è arricchita di alcuni ghiottissimi formaggi. Ossia, quelli de Caseificio Lo Conte di Ariano Irpino: il Caciocchiato (stupendo caciocavallo con pasta dalle grandi occhiature), il Burrino al prosciutto (che nel nucleo centrale di burro vede amalgamato del prosciutto tritato) e il Roulé al prosciutto crudo (arrotolato di pasta filata e prosciutto). Ottimi, da conoscere.
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Di Antonio Tombolini il Oct 23, 2007
Per una volta dissento. Non ho mai assaggiato i prodotti del Caseificio Lo Conte (e vale dunque il beneficio d’inventario per quel che asserirò), ma ho assaggiato tanti, troppi formaggi a pasta filata campani martoriati dalla presenza di improbabili prosciutti, crudi e cotti, al loro interno, e non mi piacciono proprio. E’ un po’ come per l’olio al tartufo: se ne voglio, mi prendo dell’olio buono, del tartufo buono, e li metto insieme io, all’istante. Lo stesso farei con un buon formaggio e un buon prosciutto. Giacere prigioniero delle spire umide di una pasta filata non è un buon habitat per le carni di un prosciutto. Ospitare i filamenti salini di un prosciutto non è una buona cosa per un formaggio.
Di Tommaso Farina il Oct 23, 2007
Questi però sono fatti bene. Devo dire che avevo il tuo stesso scetticismo, che poi è stato annullato dai fatti. Soprattutto nel caso di quello al prosciutto crudo.