Lo spettacolo della mozzarella made in Milano
July 6th, 2007 | by Tommaso Farina |
Sabato scorso ho riassaggiato una delle mozzarelle vaccine più buone che conosca. E’ quella della famiglia Carretta e del loro Centro della Mozzarella di Milano, in via Benaco, a fianco dello scalo merci di Porta Romana: lo vedete nella piccola mappa (scusate la scarsa qualità della freccetta, ma è quanto di meglio le mie limitate risorse grafiche consentano). Ne ho scritto su Libero più volte, e l’hanno fatto pure Licia Granello su Repubblica e Paolo Marchi: e tutti e tre (oltre a qualche migliaio di altri clienti) concordiamo sulla bontà di quelle mozzarelle fresche, esagerate, strepitose.
Enrico Carretta è arrivato anni fa dalla Lucania per laurearsi in Bocconi: nostalgico dei sapori di casa, ha deciso prima di tutto di portarsi dalla sua terra formaggi e salumi. Poi, trascinato dalla passione di papà Pasquale, ha iniziato a venderli, e poi a farli in proprio (i formaggi). Sicché, eccolo qui (o negli altri due punti vendita di via Teodosio e via Lomellina) a filare e caseificare ogni giorno il latte freschissimo che arriva da stalle della cintura milanese (nel 2005, mi dissero che si trattava di un allevatore di Peschiera Borromeo), con un brevissimo tragitto di trasporto che non ne compromette la qualità. Da qui, ecco la mozzarella. Quella di grossa pezzatura si chiama Campagnola: addentatela avidamente, sentite il sapore del latte (quello che in certe mozzarellacce industriali quasi si stenta a percepire), lasciatevi invadere la gola dai suoi sensuali umori. Uno spettacolo. E miracolo anche maggiore è la Burrata stile Andria: il fatto che sia freschissima (oltre che priva degli additivi che spesso vengono aggiunti per preservarla) ha la sua importanza, e qui gioca un ruolo fondamentale il fatto che venga fatta in loco, e non debba subirsi un intero viaggio dalle Murge alla Lombardia. Che bontà, che tripudio di avvolgente cremosità. senza le disturbanti sensazioni acidule che spesso si percepiscono.
Morale della favola, andateci. Il numero di telefono è 02 55219286. Oltretutto, come si desume da questa pagina, sembra che venda pure i prodotti del Caseificio Caggiano, grande artefice di pecorini deliziosi.
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Di Elisa il Jul 6, 2007
Lavoro la` vicino! Un salto lo faccio di sicuro, grazie per la segnalazione!
Di Marco Caminada il Jul 7, 2007
Ingolosito dalla acquolinosa descrizione di Tommaso, già sentendomi pervadere da un burroso fresco sapore di latte, in questo caldo sabato di luglio, inforcato lo scooter e forchetta in resta, sono andato a caccia di mozzarelle. Per brevità di percorso sono andato in via Lomellina dove ho trovato una piùchepiacevolmente gentile signorina che mi ha cortesemente ceduto parte della sua produzione: una mega mozzarella e una burrata. Dulcis in fundo, dopo aver pagato, accortasi della mia curiosità, mi ha omaggiato di una ricottina. Sprezzante del pericolo, ignaro delle regole del codice della strada, in pochi minuti ero a tavola, putroppo sprovvisto del Chiaretto che credevo di aver messo in fresco… Beh, ragazzi: uno spettacolo. Dolce, fresca, morbida e saporita… Ne ho provato un pezzo con un giro di olio del Garda e un pizzico di origano: super! (da leggere con accento francese). Rispetto alle mozzarelle “di giù” la trovo più delicata e soffice (e per qualcuno potrebbero essere due difetti). Comunque va provata. Favolosa anche la burrata. Per la ricotta, l’assaggio è rimandato a questa sera.
Grazie a Tommaso che mi ha risolto il problema del pranzo, in questo sabato di lavoro.
P.S.: per chi non lo sapesse i signori c’hanno pure il ristorante “Il Vaso di Pandora” - Via Borromei 13 02.80509120 - specialità lucane. Credo che la prossima volta mi lascerò servire…
Di eMMe il Jul 12, 2007
Esimio,
non so se anche dalle tue parti i bambini giochino a “dubito”. è una scopa dove però le prese si fanno coperte, se l’avversario non si fida esclama “dubito!” e ha diritto di verificare la presa, se questa è regolare si segna una scopa, altrimenti se la segna l’avversario. è un gioco molto meno cretino di quel che sembra, se giocato con attenzione [ovvero se, come dovrebbe sempre essere, si sfrutta la partita a carte per allenare la memoria cercando di ricordarsi cosa sia già uscito.].
ecco, è con fanciullesco ardore che ti urlo: “dubito!”.
non ho occasione di venire su nel breve, ma appena possibile farò la prova.
e ho tanto l’impressione che farò scopa, non tanto per la mozzarella milanese [sic!] che non conosco, quanto per quelle di battipaglia che ogni tanto vado a… visitare.
Di luana il Dec 19, 2007
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