Il Taleggio e la Valsassina, terza parte: Invernizzi e Rota
April 11th, 2007 | by Tommaso Farina |
Giustamente richiamato all’ordine da eMMe, che è un po’ il mio emissario nei Castelli romani, infaticabile segnalatore di osterie, ristoranti e piacevolezze nella zona, torno ad occuparmi di cose buone. E lo faccio citando un taleggista d’eccezione: Invernizzi e Rota, di Pasturo (Lecco). Sempre scendendo da Primaluna, anziché seguire lo stradone verso Lecco (su cui sta, viceversa, Daniele Invernizzi, il protagonista del post precedente), dovrete girare a destra verso il paese. Lo spaccio aziendale è lì, alla chetichella, quasi invisibile (leggete sotto l’indirizzo). Lasciate là la macchina, ed entrate. Troverete i padroni dell’azienda, cordiali, orgogliosi delle loro mucche e del latte che danno pascolando sulla Grigna: è la materia prima per un Taleggio da primo premio, che nel 2004 mi stupii di vedere da Peck. La grande boutique del gusto milanese, mi accorsi all’epoca, vendeva (e credo venda ancora) il Taleggio di Invernizzi e Rota: non è forse un buon viatico? A dire il vero, a Pasturo ci tengono a precisare la vera natura delle cose: «Il Taleggio a pasta cotta ormai è roba da industrie!», mi dissero la prima volta che andai a trovarli. Sicché, lo fanno a pasta cruda, chiamandolo Quartirolo. Nulla a che vedere, però, coi Quartiroli freschi, più o meno sbriciolati: questo è stagionato. Ha la crosta grigiastra e aranciata, un profumo caratteristico (a seconda delle inclinazioni, lo si può definire di nocciola o di sottobosco). Lo spettacolo arriva in bocca: la proteolisi rende la pasta fondente e morbida, sapida, da applausi. Un plateau che si rispetti non può prescindere da questa popolana meraviglia. Lo stesso dicasi per la Robiola Cornisella, tipicissima robiolina valsassinese. E non è tutto: qui fanno una sorta di strachitund (un formaggio alla cui vicenda, prossimamente, dedicherò un post). Preferiscono chiamarlo “Gorgonzola naturale bianco”, ma è ugualmente molto buono. E così pure i formaggini.
Nient’altro da dire: mettete in agenda.
Invernizzi e Rota
Viale Trieste, 63, Pasturo (Lecco)
Tel. 0341955218
Etichette: invernizzi-e-rota, pasturo, robiola, taleggio, valsassina


Di Davide il Apr 11, 2007
Correttamente dovrebbe chiamarsi Strachitunt, ma effettivamente si dice anche Strachitund!
T o D, è un formaggio strepitoso!!
Di Tommaso Farina il Apr 12, 2007
Nessuna delle due grafie in realtà è scorretta. “Strachitunt” richiama anche a livello grafico la pronuncia sorda della consonante dentale finale. Trattandosi di parole dialettali, è normale che ci siano più varianti.
Di Giovanni il Aug 28, 2008
Caro Tommaso mi sono imbattutto in questa tua segnalazione. Che dire mi commuovo quando sento parlare di pasturo e del suo formaggiaio invernizzi e rota. Ti consiglio (se mai volessi tornarci) di provare i suoi formaggi di capra sia freschi che stagionati o il suo latteria (a dire il vero ultimamente fa dei salami che mi fanno uscire di testa…). Prova il caprino stagionato con olio e grani di pepe o con del miele e poi dimmi. E grazie per questa segnalazione del bello e del buono!