Il Taleggio e la Valsassina, seconda parte: Daniele Invernizzi

April 10th, 2007 | by Tommaso Farina |

Valsassina in tempo realeContinuiamo il nostro romantico viaggio del gusto alla ricerca dei Taleggi artigianali che resistono ancora in Valsassina (di cui vedete l’immagine da webcam in tempo reale). Scendendo dopo Primaluna, passando tra l’altro accanto alle grandi sedi dei più importanti taleggisti di grandi dimensioni, si arriva a Pasturo (Lecco), paese che, d’estate, coi pascoli verdeggianti di questa bellissima conca sotto le Grigne, è incantevole. Sullo stradone che va verso Lecco, a un certo punto, troverete una grande casa moderna in stile montanaro, con un piccolo parcheggio davanti. E’ il punto vendita di Daniele Invernizzi e della sua famiglia, una delle ultime ad avere contatti diretti coi pochissimi alpeggi valsassinesi rimasti. Ho avuto il piacere di conoscere per telefono Gabriele Invernizzi detto Nizzy, uno dei rampolli di questa dinastia che giostra tra Pasturo e la non lontana Cremeno. Mi telefonò dopo un mio vecchio articolo di almeno due anni fa, in cui descrivevo ai lettori di Libero la bontà sublime dei suoi formaggi tipicissimi a latte crudo. Da lì ho cominciato a conoscerlo meglio, e mi sono convinto che anche lui è una specie di sovversivo del gusto.
Ma voi entrate nel grande punto vendita di Pasturo, che da fuori vi sembrerà un po’ buio: buttatevi sulla bontà del Taleggio di Daniele e Gabriele.
La famiglia Invernizzi, per motivi che sarebbe interessante approfondire, ha scelto di fare un Taleggio-non-Taleggio: di fatto è un Taleggio, ma i suoi creatori non richiedono la Dop, e lo chiamano semplicemente “Stracchino quadro”. Ed è straordinario, sia che venga dagli alpeggi sia che sia fatto in casa. E’ un Taleggio a pasta cruda, dalla crosta grigiastra e dal sapore fresco, possente, sapido: a fare la differenza, il latte (esclusivamente crudo) munto in zona. Unico cruccio di Gabriele è la richiesta: ne fa così poco che va via tutto in breve tempo, e non riesce a stagionarlo a lungo come vorrebbe. Buonissima è pure la Robiola, tipica e stuzzicante. E poi ci sono le chicche. Ad esempio, lo stracchino speziato: una “base” di Taleggio cosparsa di origano, peperoncino e altre spezie ed erbe aromatiche. Senza dubbio originale, e pure interessantissimo da gustare. E che dire del meraviglioso Stracchino di capra? E’ di fatto un morbido Taleggio di capra, forse il più riuscito di tanti tentativi in tal senso. Lo troverete sui banchi di vendita più avanti. Per chiudere in bellezza (e senza dimenticare caprini e formagitt più o meno stagionati), la crescenza di puro latte crudo valsassinese: dimenticatevi pure quella delle industrie.

Daniele Invernizzi
Via Provinciale 13, Pasturo (Lecco)
Tel. 0341919745

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5 Commenti a “Il Taleggio e la Valsassina, seconda parte: Daniele Invernizzi”

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  1. Di Davide il Apr 10, 2007

    Un altro formaggio straordinario della Valsassina sono i piccantini, praticamente dei caprini lunghi, stagionati, dal colore rossastro con striature di muffa verdastre, raffinati in grotta (conosciuti anche come i piccantini di Ballabio).
    Mangiati insieme alle noci, sono straordinari!!!

  2. Di Tommaso Farina il Apr 10, 2007

    Ma di dove sei?

  3. Di Davide il Apr 10, 2007

    Non sono della Valsassina :-)
    Per conoscere i piccantini basta essere un estimatore di formaggi, e rivolgersi a un buon spacciatore (formaggiaio)

  4. Di Davide il Apr 11, 2007

    A proposito di formaggi e siti internet, dato che conosci Famularo e i salumi d’oca di Jolanda (che coi formaggi non ci entrano ma con internet si), sicuramente conoscerai i formaggi di Guffanti…ho provato anche questi e non sono affatto male (ovviamente, io con loro non c’azzecco niente!!):
    http://www.fattoriariostella.com
    (pochi, ma buoni!)
    Magari scopro l’acqua calda (e ci tuffo un biancostato!)

  5. Di Dott.Alberto Ghetti il Oct 22, 2007

    Solo oggi ho visto quanto scritto dal sig. Davide ad Aprile 07.
    Sono il titolare della Fattoria Rio Stella e non riesco a capire l’associazione fatta fra i miei formaggi e quelli di Guffanti,che presumo sia un affinatore più che un produttore tra l’altro neanche mio cliente.
    Caro Davide mi sa che in materia di formaggi,produttori e affinatori lei ha le idee un po’ confuse: è sicuro di conoscere la produzione della mia azienda?

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