Piccola vacanza, ma vi lascio coi migliori zamponi e cotechini (o almeno alcuni)

December 29th, 2007 | by Tommaso Farina |

Cari ragazzi, prima del 2 gennaio niente blog “serio”: mi farò qualche giorno di vacanza.
Nel frattempo, ne approfitto per inserire un pezzo su zamponi e cotechini che è uscito il 27 dicembre su Libero (e che quindi ho scritto il 26, giornata lavorativa…).
Eccolo.

Dopo il panettone, le care vecchie tradizioni festaiol-gastronomiche di Milano e dintorni impongono tassativamente altre solenni ghiottonerie nei festeggiamenti di fine anno.
Avete mai pensato a un cenone di San Silvestro o a un pranzo di Capodanno senza il cotechino? O senza lo zampone? O comunque senza salumi da cuocere, da abbinare a Barbera dell’Oltrepò o Lambrusco?
quello artigianale
Il fatto che insaccati come il cappello da prete e lo zampone siano d’origine emiliana, e che il solo cotechino abbia natali lombardi (ma molte località in verità se ne disputano la paternità, dalla “zamponesca” Modena al Piemonte), non cambia minimamente i termini della questione: il maiale elaborato e cotto molte ore, accompagnato dalle sacrosante lenticchie in umido, è parte solidissima del DNA gastronomico natalizio.
Ma come fare, se volete mangiarne di davvero buono? Francamente non consiglieremmo i prodotti precotti, tanto pratici, sicuramente affidabili nella qualità, ma quasi sempre inferiori ai più rari omologhi artigianali, da cuocere integralmente. Ci vorrà un po’ di più, ma sentirete i risultati. Il primo zampone che proveremmo a consigliarvi è quello dei fratelli Trezzi di Paina di Giussano (poco più di 20 km da Milano), e vi invitiamo a procurarvelo o a prenotarlo appena possibile, perché la sua fama è aumentata in maniera considerevole negli ultimi anni.
Giovanni e Augusto Trezzi hanno imparato il mestiere da papà Renato, e mandano avanti la loro bella gastronomia-salumeria (tel. 0362861814) in questa frazione brianzola.
Piccolo particolare: gli insaccati li fanno loro.
Normalmente fanno il salsiccione, clamoroso salame crudo che ricorda quello celeberrimo di Felino. Ma sotto Natale e Capodanno, ecco gli zamponi. La ricetta è quella classica: lo zampetto del maiale riempito d’un impasto di carne magra e cotenne, macinato abbastanza grosso. Solitamente, il difetto degli zamponi è di essere collosi e pesanti. Questo di Trezzi invece non è affatto stucchevole, è elegante ed equilibratissimo. Stessa ricetta per il cappello da prete, un triangolo di cotenna ripieno della medesima pasta. Se poi siete davvero incontentabili, c’è pure la mortadella di fegato da cuocere, anch’essa facilmente “sposabile” con l’umido di lenticchie. Se poi vorrete altro per il pranzo, basta chiedere: fanno nervetti e antipasti freddi di gran qualità, e hanno pure un Culatello splendido, firmato Gladys Soncini di Roccabianca (Parma), il paese di Giovannino Guareschi.
Un altro eroe dei sapori di una volta è Emilio Bolciaghi di Magenta. Nella città della battaglia, non lontano dal sottopasso della ferrovia, vende le sue creazioni gastronomiche nel suo negozio battezzato “Il salame del nonno” (tel. 0297297216). Emilio ha imparato il mestiere da suo nonno Virginio, ed è “sul pezzo” addirittura dal 1963. I cotechini sono la sua punta di diamante. Li confeziona nella classica foggia allungata (come salami, insaccati in budello sottile) oppure tondi, a forma di boccia. Uno di questi cotechini, nel 2005, gli valse il riconoscimento di Artigiano Radioso nell’ambito dell’Expo dei Sapori milanese di quell’anno. E quanto aveva ragione la giuria: la sapienza contadina di Emilio, che all’impasto usa aggiungere anche la lingua del maiale, è testimoniata da una dolcezza piena e commovente. Oltre alle lenticchie, ci vuole magari un puré di patate. Chi volesse esagerare, provi a mangiarlo con uno zabaione: non è uno scherzo, l’abbinamento vi sorprenderà.
Un ultimo indirizzo per chi cerca curiosità: il Minimarket Viganò a Verano Brianza (tel. 0362903839), che nonostante il nome è una botteguccia artigiana in piena regola, una macelleria retta con passione da Gigi VIganò, aiutato da Ennio, Rodolfo e da un vasto staff. Qui si viene per la vera luganega monzese al formaggio (produzione propria), ma sotto Natale arrivano succosi cotechini dal salumificio Billo di Merlara (Padova), preparati su ricetta veneta. Sono particolarmente morbidi. Sempre della famiglia dei salumi da cuocere fa parte la panciuta Bòndola, sempre originaria delle Venezie. Sono solo tre, ma tutti grandi. Andate da loro, e organizzatevi per tempo.

(da Libero di giovedì 27 dicembre, pag. 46 Milano)

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10 Commenti a “Piccola vacanza, ma vi lascio coi migliori zamponi e cotechini (o almeno alcuni)”

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  1. Di Carlo Zaccaria il Dec 29, 2007

    Il giorno di Natale ho mangiato un cotechino fantastico come antipasto. In abbinamento patata bollita e Cannonau di Sardagna, che ci stava molto bene.
    Zamponi e cotechini, vanno scelti rigorosamente artigianali, c’è troppa differenza con quelli industriali collosi e pesanti.
    E’ importante dare indirizzi validi, privarsi del piacere di un buon cotechino è una tragedia.

  2. Di marco il Dec 29, 2007

    si si buone vacanze ma i soldi sono finiti
    spesa di oggi:
    2 orate di licata
    un salaparuta
    cicoria
    4 scampi
    spaghetti
    pomodoro
    2 calamari
    quindi per due persone costo 60 euro
    il mondo è impazzito
    e i nutrizionisti invitano giustamente a mangiare il pesce fresco…si va be la famiglia media compra merluzzo congelato e vino in Tetra Pak
    come si risolve la questione? Boooooo!!!!!
    felicità ai fornelli

  3. Di Tommaso Farina il Dec 29, 2007

    Licata? Allevamento? Naaaah… ;-)

  4. Di lilli il Dec 30, 2007

    qui a Bra abbiamo la Salumeria Pochettino – Successori Felicina.
    Laboratorio artigianale dove Beppe Pochettino e ancora suo papa’ Domenico e la moglie Giusi seguiti ora anche dai figli, lavorano il maiale in modo super.
    Cotechini, salame crudo e cotto e la mitica “saccoccia” che prenoto ogni anno per il cenone di Capodanno.

    Se per caso capitate da queste parti vi consiglio un giretto. Mi riprometto di dedicargli un bel post prossimamente, se lo meritano.

    ciao e auguri
    lilli

  5. Di Tommaso Farina il Dec 30, 2007

    Ottimo Pochettino, sia per il salame cotto che per la salsiccia di vitella di Bra.

  6. Di Stefano Berti il Dec 30, 2007

    Ciao Tommaso
    se mai passerai dalle mie parti sei sempre il benvenuto.
    Buon Natale e buon anno.

    Stefano

  7. Di marco il Dec 30, 2007

    appunto pesce di allevamento e se erano di pescato!!!!
    tommaso sei grande

  8. Di Mitì il Dec 31, 2007

    Son lontana da casa, spersa nell’agro romano, connessione a carburo e cellulari isolati. Gli auguri li ho messi da me, passali anche a papà per favore. Buon anno tesoro! :-*

  9. Di Luca Ripellino il Jan 2, 2008

    Scusa per il ritardo, ma vorrei cogliere l’occasione per augurarti un sereno 2008, ricco di felicitazioni e bei momenti gastronomici… Buon anno! Con l’augurio di vederti presto, per un bel pranzo con tutta “la combricola”…. Luca

  10. Di corrado il Jan 2, 2008

    Grazie Tommaso per i tuoi sempre utilissimi consigli. Mi hai fatto conoscere il Minimarket di Verano del quale sono diventato soddisfatissimo cliente!

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