Da Bergamo all’Oriente con il tè

October 17th, 2007 | by Tommaso Farina |

La Pasqualina
Propongo qui il pezzo che ho scritto per Libero di ieri, dedicato a una nuova sala da tè di Bergamo (replica di un suo locale precedente ad Almenno San Bartolomeo), che consente di degustare i migliori infusi del mondo. Lo spazio purtroppo era poco: molte e molte più righe sarebbero servite per raccontare la passione di Riccardo Schiavi, il suo amore non solo per il tè ma anche per il gelato (che meriterebbe un lungo capitolo). Per ora, beccatevi la foto: potete vedere gli scaffali con tutti i tipi di tè, e le teiere di ghisa in cui sono serviti. Il nome del locale? La Pasqualina. Che altro dire, se non che Acilia sarebbe contenta?

Quale tè abbinerebbe alla polentina dolce di Bergamo? «Non c’è dubbio: un Lapsang souchong, un tè nero cinese affumicato». Riccardo Schiavi, 39 anni, non ha dubbi: il dolce nazionale di Bergamo si abbina alla grande con quel tipo di infuso. E a chi volesse, ne può offrire altri 60 tipi.
Non si tratta di un errore di stampa. A Bergamo, lo scorso 18 agosto, ha aperto una vera e propria sala da tè con degustazione e mescita, quasi fosse un wine bar: si tratta de La Pasqualina, in via Borfuro. Artefice, Riccardo Schiavi, che già da anni, ad Almenno San Bartolomeo, aveva trasformato il bar dei nonni in uno scrigno di bontà. Ora, dalla provincia va alla conquista della città. Le sue armi? Sessantuno diversi tipi di tè. Di essi, 46 sono quelli puri, provenienti dall’India, dalla Cina (spicca in particolare il Lung Ching, “Pozzo del drago”, particolare tè verde dai ricchi profumi floreali) e persino dal Kenya e da Giava. Gli altri sono miscele, come l’arcinota English Breakfast. «Tutti in foglie autentiche. Nelle bustine troppo spesso finiscono gli scarti», spiega Riccardo, che illustra anche le caratteristiche del locale: «Per ogni tè abbiamo una particolare caldaia con infusione temporizzata. Finito il tempo di infusione, un cicalino ci avverte. La bevanda è poi servita in una teiera di ghisa».
Riccardo, che ha imparato il mestiere nella parigina Mariage Frères, nel locale serve anche centrifugati di frutta, tisane, whisky invecchiati e altro. Cosa bevono i bergamaschi? «La cultura del tè in città è ancora un po’ indietro. In ogni caso, alle donne piacciono moltissimo i tè verdi. Come tutti i tè, li serviamo con zucchero candito a parte, anche se per carpire gli aromi è opportuno berli lisci».

(da Libero del 12 ottobre, pag. 47 Milano)

La Pasqualina
Via Borfuro, 1
Bergamo

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3 Commenti a “Da Bergamo all’Oriente con il tè”

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  1. Di guyciman il Oct 18, 2007

    Caro Tommaso c’è qualcosa di gastronomico in famiglia Schiavi che è antico, quanto ironico. Rosa Preda Schiavi, che onestamente non so in che rapporto di parentela sia con Riccardo, è una organizzatrice di eventi di moda e di spettacolo da oltre 30 anni. Nella vecchia location di Almenno S.Bartolomeo c’erano ottimi campi da tennis e la chiusura del cerchio è data dalle famose feste che Rosa organizzava a contorno dei tornei di tennis che lì organizzava. Un noto gourmand e appassionato di tennis era sempre presente…non ti viene il nome?

    Ti aiuto io: Ugo Tognazzi.
    ;-)

  2. Di Acilia il Oct 22, 2007

    Grazie per il pensiero :-)
    Ho appreso una notizia interessante, passerò sicuramente a visitare La Pasqualina. Le teiere in ghisa smaltata Iwachu sono una bella garanzia.
    Un caro saluto e piacere di fare la tua conoscenza Tommaso.

  3. Di cristina il Nov 22, 2007

    sono amante del tè grazie della segnalazione

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