Rivabianca, la mozzarella degli angeli
September 24th, 2007 | by Tommaso Farina |Propongo qui il pezzo che su Libero ho dedicato a un grande produttore di mozzarella di bufala, stimato anche da Diodato Buonora (che ne ha parlato sul sito dell’amico Luciano Pignataro). Insomma: plurireferenziato. Non perdetevi la mozzarella, e guai a metterla in frigo.
Intanto vi anticipo che domani andrò via, e non avrete mie notizie fino a mercoledì pomeriggio.
I veri intenditori, i patiti dell’autentica Mozzarella di Bufala Campana, sanno distinguere con precisione le zone in cui viene prodotta semplicemente con un assaggio. Ad esempio, la Mozzarella del Casertano avrà una più marcata tendenza alla sapidità, mentre quella prodotta nella piana del Sele, tra Battipaglia e Paestum (in provincia di Salerno) spiccherà per l’intensa, avvolgente dolcezza. A noi, salomonicamente, piacciono tutte e due.
Dalla piana del Sele arriva l’ultimo nostro gaudioso assaggio: la Mozzarella di un produttore famoso per la sua qualità, il Caseificio Cooperativo Rivabianca di Paestum (sulla Statale 18 al km 93, tel. 0828724030). Rivabianca è nata anni fa dal sodalizio di un manipolo di allevatori bufalini del circondario di Capaccio, vogliosi di mettersi in squadra per far crescere tutti assieme un prodotto che dà lustro a questo territorio in tutto il mondo. Provate la loro mozzarella con uno o due giorni di vita (e senza far l’errore di metterla in frigo: la rendereste irriconoscibile): materna, cordiale, sensuale, dolcissima, traboccante di latte. Mangiatela così, senza aggiunte: un boccone angelico.
(da Libero di sabato 22 settembre, pag. 26)
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Di tommaso il Sep 24, 2007
Non mi dire che sei stato da queste parti senza farmelo sapere.
D’accordo su tutto, ma due giorni per la mozzarella di Capaccio son già troppi.
Ti concedo 30 ore per quelle di pezzatura intorno ai 500-600 gr. tipiche dell’aversana, altrimenti non oltre le 24 h.
Maissimo mai in frigo.
Anzi prima di mangiarne: prendere la confezione integra con la mozzarella e il proprio liquido e immergerla in una scodella con acqua calda intorno ai 50-60° (mi raccomando integra, mai l’acqua calda tocchi direttamente la mozzarella).
Lasciarla il tempo che basta ad ammorbidira e renderla voluttuosa al palato.