Cina: l’integrazione comincia a tavola. E che tavola
July 20th, 2007 | by Tommaso Farina |Con grande gioia di Lorenzone Cairoli, ecco un piccolo prontuario sulla ristorazione cinese a Milano, firmato da me su Libero dello scorso mercoledì 18 luglio. Ne ho citati solo tre, ma avrei potuto includerne altri in lista, a cominciare dal famoso Hong Kong di via Schiaparelli. Quello che maggiormente mi ha stupito è stato il Giardino di Giada. Dopo 25 anni di cucina cinese di gran buona fattura, da un paio d’anni la proprietà ha letteralmente dato un giro di vite, rinfrescando l’ambiente, rinnovando la grafica del menu e includendo piatti originali, di fascino inatteso. Nella foto, ad esempio, c’è un loro ottimo piatto: la pancetta di maiale stufata “alla poeta”. Buona lettura.
«La Cina ha una cucina tra le più raffinate del mondo», dicono, a ragione, esperti culinari e cattedratici tutti in coro. Eppure, a Milano non è facile accorgersene: prima la proliferazione di localacci dediti al surgelato, poi la conversione, quasi in massa, alla moda della cucina giapponese (con alterne risultanze) hanno reso più faticosa la ricerca, da parte dei milanesi, di una cucina imperiale autentica.
Ma l’arte culinaria di un Paese grande quasi quanto l’intera Europa è una sola? Ovviamente no. La cucina cinese più nota agli occidentali è quella cantonese. E a Milano uno dei sacrari di questo stile è un posto come Il Giardino di Giada, in via Palazzo Reale (tel. 028053891). Storico, centralissimo locale in attività da vent’anni, negli ultimi tempi questa bomboniera sapientemente restaurata ha saputo soltanto crescere. Qui, per ammissione di gente che davvero ci capisce, come Daniele Cologna, docente in Cattolica e profondo conoscitore della Cina, si gusta la cucina di Canton più pura: provate il menù con il dim sum, antipastiera girevole con i notissimi ravioli (in più tipologie, eccellenti) e altre cosette. In aggiunta, piatti ricchi, spesso inusuali e gustosissimi: la zucca al vapore ripiena di pancetta marinata, dove la trovate? E il riso cotto in terracotta con le puntine di maiale? Val la pena di aspettarli: come dice il menù, son piatti la cui preparazione richiede almeno 20-30 minuti. Altre specialità? Il filetto di manzo con pepe selvatico e peperoncino. E’ lievemente più caro (circa 35 euro) rispetto alla media cinese, ma la cucina è davvero d’alto livello.
E d’alto livello è pure Lon Fon, in via Lazzaretto 10 (tel. 0229405153), un altro dei nostri pallini, gestito amorosamente da Davide e Rita, ambedue cinesi (e Rita con un perfetto accento milanesi). Anche qui, cibo cantonese a ruota libera: i ravioli sono d’altissima qualità, fatti a mano, non provenienti dai banchi del surgelato delle bottegacce. Tra i piatti forti, il galletto croccante e piccante alle spezie, nonché i ricchi capellini di pasta alla Lon Fon.
E se invece della cucina di Canton vi andasse di assaggiare quella di Pechino? Nessun problema: in via Tadino 52 c’è Lisa’s Fondue (tel. 0229405838), mandato avanti dal simpaticissimo, giovane Paolo. I sapori sono decisamente inusuali: qui il curioso potrà provare, ad esempio, il “quinto quarto” (frattaglie) così come lo intendono nella capitale cinese. E’ buonissima la trippa piccante, e così quella coriandolo, e quella all’aglio. Giotto il fegato di maiale saltato, e anche il rognone. Per gli incontentabili, ecco il maiale alla pechinese: maiale con la salsa dell’anatra laccata, ben provvisto di opportune crespelle di riso. Per gli incontentabili, una sontuosa fonduta alla pechinese. Oltretutto, si spende poco: meno di 30 euro.
(da Libero di mercoledì 18 luglio, pag. 49 Milano)
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Di lorenzo cairoli il Jul 21, 2007
Tommy, mi sono appuntato tutto con la tigna di un notaio. Vengo presto a Milano, mi tieni da parte una copia di quel numero?
Di maricler il Jul 21, 2007
Ciao Tommaso, proprio stasera siamo tornati al Lon Fon, e ricordando il tuo consiglio abbiamo ordinato la loro Anatra alla Pechinese…. Uno spettacolo: al di là della bontà indiscutibile del cibo, resta il fatto che al Lon Fon ci si sente a casa. Da tornarci spessissimo (ma se una volta ci andassimo insieme, eh?)…
Di nicolacavallaro il Jul 23, 2007
Lon Fon mai provato ma dopo 18 mesi di Hong Kong di cina a parte i cinesi ne vedo poca, il cibo di qui non c’entra nulla. Un po come mangiare italiano a Auckland da qualche croato.
Di Tommaso Farina il Jul 23, 2007
Prova qualche trattoria di via Paolo Sarpi, e potrai trovare pietanze che a Hong Kong si trovano facilmente mentre qui no: ad esempio, le lingue di anatra, o le “uova dei cent’anni”, che non ho mai mangiato ma che un giorno troverò il coraggio di azzannare.
Di nicola cavallaro il Jul 23, 2007
scusa ma questi cinesi mi sembrano un po come gli italiani delgli anni 20 negli states mi sembra tutto un po spaghetto with meatballs, cmq a paolo sarpi provate tre, digestone affidata al santo geffer.
Di eMMe il Jul 24, 2007
tommaso riusciresti a procurarmi qualche indirizzo per roma, per piacere?
Di schustenberg il Jul 30, 2007
Sabato sera al “Lon Fon” in dolce compagnia, incuriosito dalle laudi di Farina e altri buongustai. Non mi sono trovato per niente bene. Il cameriere era sbrigativo e al limite della scortesia e ci faceva evidentemente fretta per scegliere le portate. Arrivano gli involtini primavera, decisamente rachitici. Saranno anche fatti a mano ma la differenza non era apprezzabile, se non in peggio: alcune parti di pastella erano crude. E’ il momento delle zuppe: zuppa di wanton e zuppa di pollo e funghi. Le porzioni sono scarse: totalizziamo rispettivamente quattro ravioli e due pezzetti di pollo. Il sapore nella norma, non certo eccellente. Riso alla cantonese: normale. Pollo con gamberi e funghi: sicuramente la cosa migliore che abbiamo assaggiato, ma anche qui non certo da urlo. Maiale in Agrodolce: TERRIBILE. Già all’aspetto sembrava uscito da un film con Freddy Kruger. Pezzi di carne gettati alla rinfusa sul piatto e tutti -nessuno escluso- ricoperti da uno strato irregolare di grasso giallastro , che formava anche venature all’interno. Ero fuori a telefonare quando la mia fidanzata (che ha lavorato parecchio a Singapore, quindi di cucina cinese VERA ne ha mangiata parecchia) assaggia il mostro. Quando torno nel ristorante la trovo ammutolita davanti al piatto pieno. Cerco di sdrammatizzare e sorridendo come un ebete mi accingo a infilzare la forchetta in un pezzo di maiale. La forchetta fa “croc!” e non si infilza. Riprovo: niente. Morale: io non l’ho neanche asssaggiato. Decidiamo di provare almeno un dolce per riscattare la serata. Aspettiamo, aspettiamo, aspettiamo e nessuno viene a chiederci se vogliamo ancora qcosa. Le balle ormai girano a mille e ce ne andiamo senza dolce. Il prezzo? Decisamente sopra la media. In conclusione: lì dentro non mi rivedranno neanche in foto. Torneremo dai buoni vecchi cinesi scrausi di paolo sarpi…
Di Tommaso Farina il Jul 31, 2007
Che dirti, Schustenberg?
Sei capitato in una serata da Jurassic Park, dove evidentemente tutto è andato stortino (me lo suggerisce il fatto che sono stati deludenti sia la cucina che il servizio, che solitamente è esattamente il contrario di quel che è capitato a te, col proprietario che spiega e dà consigli). Dev’essere capitato qualcosa in cucina. Involtini malcotti? Mai capitato in anni di frequentazioni (e non hanno mai saputo chi sono, anche perché ho gioco facile a “mescolarmi” andandoci con la mia famiglia). Evidentemente sabato sono andati in panico, e questo si è ripercosso negativamente sulla vostra serata. Ti consiglio, prima di depennarlo dall’agenda, di riprovarlo, magari una domenica a pranzo.
In via Sarpi? Mi interessa molto sapere quali sono i tuoi locali preferiti in quella zona. A mio sommesso parere, il migliore è sicuramente Jubin.
Di schustenberg il Aug 1, 2007
concordo assolutamente su Jubin… lì mi sono sempre trovato bene. L’unica cosa inquietante è che una volta un mio amico passando lì davanti ha visto che stavano scaricando dei polli da un camion SENZA cella frigorifera… ehm! Diciamo che mi ha un po’ inquietato! Però ripeto: lì ho sempre mangiato bene. Apprezzo molto per esempio la zuppa di wanton (ottima e abbondante) e i vari tipi di carne che ti vengono portati direttamente sulla piastra rovente. Molto buoni anche gli gnocchi di riso… Ok, darò una seconda possibilità al Lon Fon ma NON con la mia ragazza!
Di Tommaso Farina il Aug 1, 2007
Al Jubin da tempo si trovano pure le lingue di anatra dello Zhejiang.
Di Massimiliano Crippa il Aug 9, 2007
In Via Paolo Sarpi provate il Crown, nel cortile dove c’è anche la palestra! Secondo i miei amici cinesi, è l’unico che si salva tra quelli economici…