Un Morellino con la Capatosta
July 9th, 2007 | by Tommaso Farina |Sabato la pagina gastronomica settimanale su Libero ha avuto, nella mia rubrica, un protagonista speciale: il Morellino Capatosta 2005 di Poggio Argentiera. Personalmente lo consiglio a tutti, ed è piaciuto moltissimo pure a mio padre. Gianpaolo Paglia, il produttore, considera il 2005 come la versione forse migliore di sempre della loro etichetta più importante.
La costa toscana, si sa, da lungo tempo è terra di vini che piacciono molto, agli italiani e non solo. Dopo la vera e propria ubriacatura scaturita a Bolgheri attorno allo stupendo Sassicaia, con tutta una serie di aziende agguerrite e vogliose di sfruttare al meglio un terroir generoso come pochi, le attenzioni si sono rivolte a zone più meridionali della Maremma. Da qualche anno, soprattutto, la gente si è accorta che più giù, vicino Grosseto, si produce un grande vino rosso: il Morellino di Scansano.
Se gente come la famiglia Biondi Santi ha ritenuto di dover investire in quest’area (vedi Castello di Montepò), se ne possono intuire perfettamente le potenzialità. Pensate a una Montalcino che abbia in più la benigna presenza del mare: il paragone l’ha suggerito anni fa al collega Paolo Massobrio la produttrice Elisabetta Geppetti, altro nome di spicco della denominazione (che dalla vendemmia 2007 sarà DOCG). A noi spetta oggi però il compito di raccontarvi di un altro vignaiolo capace di far meraviglie col Sangiovese (uva di base del vino) e con le viti: si tratta di Gianpaolo Paglia, mentore dell’azienda Poggio Argentiera, di Grosseto (loc. Banditella di Alberese, tel. 0564405099). La sua bravura si intuisce fin dal caldo Morellino Bellamarsilia, profumato e lineare. Ma col Morellino Capatosta 2005 vi leverete il cappello fin dal color rosso granato. Sentite il profumo: l’influenza del mare si sente con chiarezza, accanto al fruttato di fondo. In bocca è vivido con ampiezza, di falcata possente, con un tocco d’acidità e freschezza che lo rende non ponderoso ma imponente. Provatelo con la ricca cacciagione che si mangia in zona e anche più su (cinghiale, colombaccio al pentolo).
(da Libero di sabato 7 luglio, pagina 20)
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Di gianpaolo il Jul 9, 2007
il Capatosta 2005 comincia a risentire in modo significativo dei nuovi vigneti piantati nel 2001 nell’azienda del Baccinello, comune di Scansano (Pod.Keeling). E quindi anche se in generale il 2005 sia come annata a mio parere inferiore del 2004 e del 2006, nel nostro caso ha influito il miglioramento del materiale di partenza.
Dalla prossima vendemmia ce la farò a fare qualche video, grazie alla connessione UMTS, lenta ma sempre meglio del doppino, e vi mostrerò come facciamo la fase di fermentazione che per me è il vero punto forte per la qualità del tannino.
Un grazie Tommaso per la bella rece.
Di andrea gori il Jul 10, 2007
l’unico problema del capatosta è che ce ne è poco!
scherzi a parte, all’inizio ho cercato di proporlo (anche con l’aiuto di giampaolo) ad un prezzo diciamo “popolare” sui 20 euro però ne vendo di più ora che è a prezzo non discount sui 25!
e crea dipendenza! ho già 5-6 clienti che tornano da me per bere il capatosta!
Di Mirco Mariotti il Jul 14, 2007
Confermo tutti i complimenti sull’ottima produzione del bravo Gianpaolo, tra l’altro anche Blogger “di razza”…
Cordiali saluti
Mirco