Tracciabilità : a Magenta la carne ha la carta d’identità elettronica
May 19th, 2007 | by Tommaso Farina |Riporto un mio pezzo scritto per Libero, in cui annuncio la nascita del progetto sulla tracciabilità della carne, inaugurato da una cooperativa di allevatori di Magenta:
La prima carne con la carta d’identità elettronica? Arriva dal Magentino. Il Consorzio Qualità Carne Bovina, legato alla Coldiretti di Milano e Lodi, è riuscito a implementare i primi microchip radiocontrollati legati ai singoli bovini, che saranno così rintracciabili inequivocabilmente lungo tutta la filiera produttiva, fino al venditore finale. Sicché chiunque potrà sapere vita, morte e miracoli di un filetto, dove e quando è stato allevato, in quale stalla e con quale regime alimentare.
Ispiratore è Ernesto Beretta, veterinario, direttore del Consorzio di cui abbiamo parlato, nonché alfiere della tracciabilità totale da anni. Se suo è il progetto di allevare in Italia i manzi giapponesi di razza kobe, pure dietro al microchip bovino c’è la sua firma, col fondamentale supporto tecnico della società Describo. Spiega Beretta: «E’ dal 2001 che ci si sta lavorando sopra, ma i primi demo, le prime versioni dimostrative hanno visto la luce nel 2004. Oggi siamo riusciti a partire, e l’esperimento è unico al mondo». Come funziona letteralmente il chip? «E’ basato sulla tecnologia Rfid, ossia di identificazione a distanza tramite frequenze radio. I chip dei bovini “viaggeranno†sui 134,2 khz, e potranno essere interpretabili e identificabili da particolari lettori ottici, che saranno in grado di captare le informazioni in essi contenuti». Sicché, un macellaio dotato di lettore ottico potrà “tracciare†la provenienza della carne che compera? «Esattamente. E mentre le etichette o i codici a barre possono deteriorarsi, sporcarsi o comunque alterarsi, il chip allegato alle mezzene o alle confezioni sottovuoto è assolutamente impossibile da falsificare». E’ una grande conquista per i consumatori? «Può dirlo forte. Si può dire che la tracciabilità torna a dare valore a un prodotto molto svalutato. E’ bello valorizzare il lavoro degli allevatori, ed è giusto che chi compra sappia da dove arriva la carne. Inoltre, questo sistema si potrebbe replicare benissimo in altri campi alimentari: nel pesce, ad esempio. E nei prosciutti suini, ove il chip potrebbe essere accoppiato all’analisi del Dna dei maiali».
La Cooperativa San Rocco di Magenta, in località Pontevecchio, nel suo spaccio (il primo ad avere in dotazione la bilancia col lettore ottico) si appresta a vendere la carne “tracciataâ€, proveniente dagli allevatori ad essa associati, tutti della zona tra Castano Primo, Nerviano e Magenta . «Per il momento stiamo ultimando la messa a punto», rivela il presidente della Cooperativa, Giuseppe Angelini, che annuncia: «se non è per questa settimana, sarà per la prossima: il microchip e le informazioni che contiene sono una garanzia fondamentale per il consumatore. Certo, non tutti i negozi lombardi potranno attrezzarsi da subito con una bilancia come la nostra, col lettore ottico dei chip. Però l’auspicio è quello: che il consumatore sappia cosa compra».
(da Libero, giovedì 10 maggio, pagina 48)
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Di Gigio il May 19, 2007
Bella iniziativa…anche se a me la carne di kobe non mi ha entusiasmato poi tanto…so che é qualcosa di unico, che l’animale viene massaggiato con la birra e tutte le menate…peró credo che ecceda in burrositá. Preferisco l’angus argentino, e se fossi allevatore questo progetto unico lo farei con la razza angus…mi hanno parlato meraviglie della carne di mucco pisano, forse la meno conosciuta tra le nostre razze autoctone, frutto di un potentissimo mix di varie razze diverse…ah, non so se in Italia é gÃa arrivata in modo massiccio, peró qui va di moda la buonissima carne di canguro…tenera e al sangue, e piú fibrosa di una mucca.
Di Tommaso Farina il May 19, 2007
Gigio, il progetto tracciabilità non è con la vacca di Kobe.
Quello della Kobe, come del resto è scritto nel mio pezzo, è un progetto ancora diverso, di cui avevo parlato giorni prima su Libero, e di cui parlerò qui più avanti.
Di Louis il May 22, 2007
Lo so che non c’entra nulla, ma:
Sig. Farina, per caso andrà al Moscato Wine Festival che si terrà a Torino questa settimana?
Di Stefano il May 22, 2007
Sono felice di aver visitato il sito di Tommaso, ben documentato e ricco di notizie peculiari e scritte con professionalità e passione. I miei più sinceri complimenti.
Stefano BUSO