Quando il Rosé non è un ripiego
February 5th, 2007 | by Tommaso Farina | Vedi il caso: volevamo assaggiare un prodotto, non l’abbiamo trovato, e quello che abbiamo scelto in sua vece ci è piaciuto molto. Avevamo intenzione di scrivere dell’Asti Camillo Gancia, uno spumante dolce prodotto dalla storica azienda col metodo classico anziché col più usuale charmat: tutto esaurito, un successo senza precedenti. Delle stesse Cantine Gancia di Canelli (Asti, c.so Libertà 66, tel. 01418301) c’erano invece ancora disponibili bottiglie del Carlo Gancia Rosé Integral, spumante metodo classico nuovo di zecca, appena escogitato dagli enologi. Ed è notevole, nient’affatto un ripiego.
Questo bello spumante, dal ricco colore salmonato, nei fatti è un pas dosé rosato: dopo l’operazione della sboccatura, per il rabbocco della bottiglia non viene usato il (o la) liqueur d’expedition, ossia quello sciroppo zuccherino che solitamente viene impiegato per sgrezzare le durezze organolettiche. Il risultato è uno spumante di tutto rispetto, ottima bandiera d’una tipologia, quella rosata, spesso considerata minore: profumi sottili di crosta di pane e ribes rosso, impatto in bocca corposo, freschissimo, intenso, elegantemente solido, abbinabilissimo anche a un bollito misto. E da dove viene? Da uve pinot nero piemontesi e lombarde.
(da Libero di sabato 3 febbraio 2007, pag. 22)










