La cucina romena? Una scoperta ghiotta e risparmiosa
February 2nd, 2007 | by Tommaso Farina |Gratificato dai complementi di Lorenzo Cairoli, vi propongo, ad integrum, il mio servizio sul ristorante Moldova di Milano, l’unico della città ad officiare cucina romena. Buona lettura.
I milanesi se ne stanno accorgendo, e replicano, a tavola, quello che molti imprenditori fanno nel settore della forza lavoro. Se i padroni di fabbriche, da tempo, si sono resi conto che conviene risparmiare e trasferire le linee produttive in Romania, i meneghini ghiottoni hanno scoperto l’unico ristorante romeno della città, e lo frequentano con assiduità, dopo aver scoperto che ci si mangia bene e a poco prezzo: 25 euro tutto compreso. E questo a prescindere dall’ingresso della Romania in Europa.
Può essere davvero contenta Mirella Nemtan, patronne del Moldova, primo e unico ristorante che a Milano segua una linea gastronomica totalmente dedicata alla Romania. Mirella è qui da 25 anni, e il suo ristorante l’ha aperto nel 1993 nei localini della bella piazza Governo Provvisorio: «Ho voluto ricreare e riprodurre la cucina tradizionale romena, quella delle case di campagna», spiega in perfetto italiano. Prima di chiederle le informazioni che ci servivano, abbiamo fatto una cena pagando il conto, e dichiarandoci solo a cose fatte: abbiamo così apprezzato l’ambiente simpatico, con tavoli ben distanti («Abbiamo 50 coperti, una pizzeria italiana nelle nostre sale ce ne farebbe stare il doppio»), sedie impagliate molto comode, apparecchiatura corretta con belle tovaglie, pareti decorate da tappeti e arte popolare.
La giovane cameriera Monica ci porta un cestino di pane caldo (non si paga né coperto né servizio), oltre alla lista delle vivande. Optiamo per un antipasto misto: ci arriva un piatto con salame affumicato romeno (somiglia all’ungherese), corredato da pecorino fresco e da salatà de vinete (salsa di melanzane) e salatà de icre (salsa di uova di pesce), ambedue stuzzicanti, anche se ci è piaciuta di più l’insalata russa, fatta, come usa da quelle parti, con l’aggiunta della senape.
Primi piatti? Vanno forte le zuppe, che certo a Milano non sono costume diffusissimo. Ci facciamo tentare dalla gustosissima ciorba de perisoare, una minestra di verdure con sapide polpette di carne. Monica ci porta anche una ciotola di panna acida e un piattino di peperoncini verdi piccanti da aggiungere. Alternativa? Gli gnocchi di semolino. Il piatto d’elezione è però un altro: i sarmale, involtini di verza. «Sono il piatto che piace di più alla clientela: del resto è quello che in Romania si consuma nelle feste più importanti», ci spiega Mirella. Ma non è il solo piatto forte: noi abbiamo provato il corposo gulash con le patate, cotto lentamente, servito in una bella fondina di terracotta. Altrimenti, stinco coi fagioli, anatra in umido, agnello al limone. Si chiude dolcemente con il lapte de pasare, letteralmente “latte di gallina”. E’ uno dei piatti che a Mirella stanno più a cuore: «Lo faceva la mia nonna quando ero piccola. E’ una specie di ile flottante». Lo proviamo, ed in effetti è un gran buon dessert, carico di crema e di uova. Per quattro portate e una bottiglia d’acqua abbiamo speso 25 euro, ma c’è un menù degustazione, che per 18 euro comprende antipasto misto, 2 assaggi di primi, 3 di secondi e dolce. Aggiungiamoci che i vini costano poco (11,50 euro il Cabernet di Dealul Mare), e capirete come ha fatto questo locale a resistere per anni.
I clienti? «Vengono qui sia famiglie italiane, sia romene. Ma anche coppie miste», dice Mirella. Cioè? «Uomini italiani che portano la loro fidanzata o moglie romena a gustare i sapori della sua terra. E in ogni caso, tutti sono contenti: chi viene da noi, di solito ritorna, facciamo sentire il cliente come a casa propria». Ed è vero: l’accoglienza è squisita, e la cucina, basata su ricette che richiedono materie prime economiche ma gustose, è apprezzabilissima, e dall’ottimo rapporto qualità/prezzo. Alla faccia dei surgelati cinesi.
Ristorante Moldova
Piazza Governo Provvisorio, 6
Tel. 022613124
Aperto solo la sera
Chiuso domenica e lunedì
Carte di credito: non accettate
(da Libero di mercoledì 24 gennaio 2007, pag. 52 Milano)
AGGIORNAMENTO 2008: pare che il Moldova abbia chiuso. Al suo posto c’è Il Manna (vedi), curato da uno della brigata di Oldani.
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Di lorenzo cairoli il Feb 3, 2007
C’era una taverna rumena a Cagliari. Non tutti lo sanno ma in Sardegna, soprattutto nell’oristanese c’è una forte concentrazione di rumene, sposatesi coi contadini del posto. Non sono le ‘rumene’ da night, per capirci, ma donne solide, nemmeno attraenti, capaci di spaccarsi in quattro nei campi, e poi in casa, e poi per il marito. Rumene della provincia, rumene mai state né a Bucarest, né a Costanza. Nella taverna si mangiavano salsicce che le sentivi sulla porta, così pregne di aglio che quasi ti passava l’appetito, ma poi, piatto dopo piatto scoprivi una cucina esattamente uguale a quelle donne. Affatto attraente, ma solida. Credo che il tuo ristorante – le anatre a Cagliari te le sognavi, anche l’ile – sia più vicino a Bucarest e a Costanza. Meglio così però. Spero di appenderci il cappello presto
Di Tommaso Farina il Feb 5, 2007
Anche lì però fanno quelle salsicce.
Di andreea il Apr 3, 2010
Devo dire che la cucina migliore è quella rumena sono sincerissima, sono nata lì e sono stata in romania fino all’età di 8 anni e ho provato tutti i tipi di piatti rumeni(ovviamente),sn ECCEZIONALI, non ne parliamo dei dolci:le torte buonissime, la giuggulena anche provate prima di giudicare!!!