La carne? La sanno fare solo in America
January 23rd, 2007 | by Tommaso Farina |Non solo si mangia di tutto e di qualsiasi cucina e in maniera
autentica (cosa che in Italia non esiste purtroppo, persino i
ristoranti cinesi sono italianizzati) ma e’ il servizio ad essere di
qualita’ migliore. Poi i ristoranti americani sono sempre curati in
quanto ad arredamento, servizio, etc e non monotoni come quelli in
Italia tutti uguali con le solite tovaglie bianche e il cameriere di
cattivo umore. Non ultimo la possibilita’ di indicare la cottura
desiderata quando si ordina sia per la carne che per il pesce, a
differenza che in Italia dove la vera carne non sanno neanche cosa sia.
A Milano, e’ piu’ o meno tutto cosi’. E dico Milano. Non c’e’ un
ristorante che sia uno con un po’ di atmosfera.
Ad esempio un Ahi Tuna Steak o un Ribeye in Italia non sanno
neanche da che parte cominciare per farli.
In Italia non sanno fare gli hamburger come dio comanda, figuriamoci un
ahi tuna
La fiorentina fa pieta’ rispetto a un primerib o fillet mignon texano.
A me un buon hamburger di Chili’s (catena
che si trova anche nei paeselli e che non e’ un fast food) da piu’
soddisfazione di un piatto di pasta di trattoria italiana.
(Il pane) In qualsiasi ristorante di livello medio o alto lo portano senza che tu lo
chieda ed e’ sempre caldo appena sfornato e fatto “in casa” dal ristorante
stesso, non comprato dal panettiere la mattina e servito raffermo la sera e
spesso direttamente spostato da quello avanzato al tavolo di fianco come
succede in Italia.
Mi sono dimenticato di aggiungere i soliti muri bianchi con appesi quadri a
diverse altezze (spesso troppo in alto) senza la minima logica e buon gusto.
Questo confermato dalla mia ragazza che e’ laureata in Interior Design.
Queste ed altre considerazioni possono essere lette qui, una lunga discussione scritta da tale striker su it.discussioni.ristoranti con chiaro intento provocatorio, e crosspostato, come si usa dire, su it.hobby.cucina e it.hobby.viaggi. Sono messaggi da troll (ossia, colui che cerca di far parapiglia “per vedere un po’ l’effetto che fa”), ciononostante mi pare che ci si possa tranquillamente ridere sopra. Ed è forse per questo che i frequentatori di it.discussioni.ristoranti, specialisti dello spaccare il capello in quattro, giustamente non l’hanno praticamente degnato di uno sguardo.
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Di michele ainzara il Apr 10, 2007
Concordo col fatto che si tratti di un provocatore, ma devo anche sottolineare un certo snobismo nei confronti della ristorazione americana. Come sempre non bisogna generalizzare, ma di recente ho sempre più riscontrato cura e qualità e non necessariamente nelle grandi città . Al di fuori dei fast food e delle catene, che abbiamo anche noi e su cui ritengo inutile soffermarsi, i ristoranti più raffinati sono curatissimi nella forma e nella qualità e non per questo più cari di altri. Senza contare che proprio la contaminazione regala alle volte delle sorprese eccezionali, come un piccolo ristorante messicano che ho trovato nella California centrale, in un paese sperduto tagliato in due dalla statale. L’arredamento risale agli anni ‘20, data della prima gestione ed è una sedimentazione di ottant’anni d lavoro e storia. Cucina messicana casalinga di prima qualità , atmosfera rarefatta e all’uscita ci si aspetterebbe di trovare i cavalli legati alla staccionata. Un’esperienza.