Mangi Cecchini? Scomunicato!

September 3rd, 2007 | by Tommaso Farina |

Internet, come ben sapete, può anche essere utile. Perfino per l’autocoscienza. Oggi per esempio grazie a internet ho scoperto di essere un barbaro, un violento, uno che impronta alcuni suoi comportamenti a ideali lontani dall’etica. Essì, ho la colpa di gradire (e molto) la carne di Dario Cecchini, il grande macellaio di Panzano (Firenze) cui ho dedicato ampi servizi su questo blog.
Il responsabile di questa mia riflessione è Marcello Paolocci, che nel 2004, su Promiseland (la scelta del nome è significativa) fu folgorato dall’idea di produrre qualcosa che sarebbe riduttivo definire semplicemente “articolo”. Nossignori, non si tratta di banale giornalismo di denuncia: siamo di fronte a un autentico manuale filosofico sul vivere umano e sulla corretta etica del giusto e dello sbagliato. Insomma, sui fondamenti morali dell’umanità.
Cercate di ispirarvi al manualetto, e sarete belli, bravi, “etici” e soprattutto buoni. Tanto per non sbagliare, c’è pure l’esempio in negativo, quello cui non ispirarsi. Si tratterebbe nientemeno che di Dario Cecchini, all’epoca all’apogeo della sua popolarità. Secondo il Paolocci, la colpa principale del Cecchini, quella che gli cagiona l’inevitabile scomunica, è quella di essere un macellaio. Per giunta, un macellaio bravo. Per soprammercato, un macellaio intelligente e simpatico, che non ha faticato a diventare popolare.
Se uno così viene contattato dallo spazio Gusto del Tg5, provate a immaginarvi su che cosa verrà interpellato. Sulla guerra irachena? Sull’oroscopo? Sul taglio delle tasse? O non piuttosto sulla carne, com’è giusto che sia? Ebbene: il Paolocci si è scandalizzato. Come si azzarda Mentana (all’epoca ancora direttore) a mandare in onda nel telegiornale delle 13, dentro una rubrica culinaria che «quasi ogni giorno entra nelle case delle persone», i racconti culinari di Cecchini, che si permette addirittura di spiegare ai malcapitati spettatori (in preda ai brividi evidentemente, dato che le parole del beccaio «fanno rabbrividire») come tagliare la carne per realizzare la sua stupenda, profumata, memorabile arista di maiale in porchetta? Tutto questo è semplicemente, bontà del Paolocci, la spiegazione di «come tagliare il cadavere di un animale».
Perché, se non l’avete capito da soli, siamo al cospetto del vero, unico e infallibile verbo del mangiare eticamente e politicamente corretto: il veganesimo. Quale miglior bersaglio del Cecchini, che oltretutto «parla con un insopportabile accento toscano (pure per me che sono toscano)»?
La nobile arte del Cecchini e il suo bellissimo, incolpevole biglietto da visita, oggetto di una colorita reprimenda dove l’etica trascolora nell’estetica («Secondo me questa ostentazione è veramente di cattivo gusto»), non riceve nemmeno l’assoluzione finale, visto che rappresenta il male.
Il precetto arriva subito dopo: viene proposto addirittura l’antidoto necessario a «chi non si vuole arrendere a questa barbarie culinaria». Testuali parole… Fortuna che esiste il Paolocci, a giovamento di noi balbuzienti enogastronomici che abbiamo l’ardire di consumare ciò che confeziona Cecchini, e magari addirittura di gradirlo. Meglio la cucina vegan che, oltre che buona (nessuno lo discute) è anche giusta. Anzi, Etica, con la E maiuscola.
Stoccata finale: «Essere vegan è uno stile di vita dedicato al rispetto di tutti».
Capito signori? Oltre che barbari ed eticamente peregrini (e censurabili), siamo pure irrispettosi.
Prepariamoci alla pena eterna.

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8 Commenti a “Mangi Cecchini? Scomunicato!”

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  1. Di Gigio il Sep 3, 2007

    Cecchini va condannato per una sola colpa, fare pubblicitá gratuita al nostro principale rivale enogastronomico…mi immagino gli stranieri che entrano nel negozio del macellaio piú famoso d’Italia e leggono: quí tutta carne allevata e macellata in Spagna, perché é la migliore e nessun nostro allevatore mi ha convinto..gli allevatori spagnoli hanno trovato uno che gli fa pubblicitá gratis. Mi immagino in coda agli Uffizi di leggere quí solo copie dei quadri del Prado, perché nessun quadro degli Uffizi puó competere con las Meninas…intanto anche in Spagna hanno cominciato ad allevare la razza nera giapponese, peró alle povere vacche procedenti da Kobe gli danno da bere vino rosso di Albacete e non birra come in Giappone…non credo che ad Aldo Santini (Vedi testo la Grande bistecca. Storia della razza chianina), il giornalista chianino, faccia un gran piacere leggere che il Cecchini l’ha tradito la chianina per la carne non dico dell’imperatore, non dico delle pampas sterminate, ma della Spagnaaaaaaaaaaa. Poi che appaia in tv come un’autoritá mondiale puó essere discutibile, anche se una certa innata simpatia al personaggio non puó non essere riconosciuta. Per tutta risposta oggi ho incaicato le bistecche chianine di Falorni per il mio compleanno su esperya e gliele rifilo agli spagnoli…il vero antiCecchini sono io. Un saluto.

  2. Di Tommaso Farina il Sep 3, 2007

    Auguri di buon compleanno. Quando?

  3. Di Loste il Sep 3, 2007

    Io ha Cecchini rimprovero due cose: il fatto che lui chiami la carne “Ciccia” cosa che mi fa ribollire il sangue nelle vene, e il fatto che per lui esiste(va) solo la Chianina. Già in epoca “non sospetta” ne parlai: http://unacolicadacqua.blogspot.com/2006/10/carne-please-no-ciccia.html
    A discolpa del macellaio toscano va il fatto che sia un grande “markettaro” (uomo di marketing). Primo arrivò e invida fece… :))
    Loste

  4. Di massimo il Sep 4, 2007

    Niente da rimproverare a Cecchini, anzi. E da chi usa l’aggettivo “giusto” parlando di se’ che in genere mi guardo. Auguri a Gigio pure da parte mia. Non lo conosco ma davanti a Falorni…
    massimo.b

  5. Di Gigio il Sep 4, 2007

    Sarete tutti nei miei pensieri e virtualmente presenti al magnifico desco…ab ovo usque ad mala con Falorni, affettati, carni e creme di lardo incluse

  6. Di Corsaro il Sep 5, 2007

    Buono, pulito e giusto: tre aggettivi seminati ad arte che inevitabilmente producono idoli pagani.
    Di che vi stupite?

  7. Di Bookseller il Aug 27, 2008

    Insetti e ragnatele nei congelatori, carne scaduta.

    Gnam, cecchini! :-)

    http://corrierefiorentino.corriere.it/cronache/articoli/2008/08_Agosto/27/cecchini_macellaio_bstecca.shtml

  8. Di Tommaso Farina il Aug 27, 2008

    C’è poco da sorridere purtroppo.

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