Evvai, pure l’aglio all’indice

June 19th, 2007 | by Tommaso Farina |

Mi auguro per voi che non vi siate persi il Corriere della Sera di oggi. Mariolina Iossa ci parla dell’idiosincrasia per l’aglio da parte di Carlo Rossella, che addirittura stila una sorta di scherzosa lista di proscrizione dei ristoranti che, ahiloro, continuano a farne vigliaccamente uso.
Stimo Rossella, lo considero un grande giornalista e capisco anche che la sua è una provocazione e nulla più. Paolo Marchi ha anche lui commentato la notizia, mettendo in evidenza i ristoranti da cui l’aglio sarebbe stato bandito. Io mi limito a una sola domanda: il pesto senz’aglio, che ci azzecca? E’ da lodare o biasimare l’onesto pudore dei cuochi che propinano paste al “pesto leggero”, che poi sarebbe il pesto senz’aglio? O ancora: è possibile che pure in Valtellina ci sia gente che ammannisca i pizzoccheri con poco o niente aglio, e che addirittura qualche critico gastronomico si lamenti (l’ho letto su non so più che guida, comunque minore) della presenza, nei medesimi pizzoccheri, di “rondelle d’aglio”? Già che c’è, perché non propone ai cucinieri di togliere anche il formaggio, tanto per stare più leggeri?
Tanto per essere propositivi, vi segnalo un’azienda ove potrete comprare un aglio tra i migliori che possiate immaginare: l’Azienda Agricola Paolo e Marco Daccordo di Menà di Castagnaro (Verona). In tempi ove l’aglio cinese o egiziano impera nella Gdo, questa famiglia continua indefessamente a coltivare le sue terre, vendendo l’odoroso bulbo già imbustato e pelato, oppure sott’olio, anche nei gusti alle erbette, al peperoncino e (novità assoluta) all’aceto balsamico. Li ho provati due anni fa ad Agrifood, e ne ho un ricordo eccellente. Assaggiateli anche voi.

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4 Commenti a “Evvai, pure l’aglio all’indice”

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  1. Di Gian Paolo GUINDANI il Jun 19, 2007

    Eccheddiamine! pure la campagna contro l’ aglio….
    Premesse le proprietà salutari dell’ aglio, oramai assodate ed incontrovertibili, l’ uso dello stesso è assolutamente indefettibile in millanta preparazioni, a pena di sapori piatti e sciapi.
    La differenza si pone in termini di digeribilità, che è poi legata a doppio filo alla qualità del prodotto: da scegliere assolutamente fresco ed italiano.
    Certo che l’ aglio di provenienza egiziana o cinese (sigh! ne son pieni i supermercati) è immangiabile e ti si pianta sullo stomaco con le ben note conseguenze, ma è sempre questione di digeribilità e qualità.
    Mi dispiace per Rossella…

  2. Di Mitì il Jun 19, 2007

    In casa dovresti avere il mio “Saporitissimo giglio” della Marsilio. Da pag. 81 a pag. 90 ci sono due bellissimi “saggetti” di Alberto Mingardi (”Perché l’aglio non è una pietanza democratica”) e Diego Gabutti (”Aglio e proibizioismo”) scritti appositamente sull’argomento ;-*

  3. Di Edoardo B. il Jun 19, 2007

    l’aglio tiene lontano i vampiri. Di questi tempi…meglio averne sempre con se.

  4. Di Carlo Zaccaria il Jun 21, 2007

    Non rinuncerei mai all’aglio, soprattutto in alcuni piatti. Nella gdo effettivamente si trova quasi esclusivamente aglio straniero. Io utilizzo solo aglio italiano, è più delicato e meno persistente.

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