Qual è il meglio che possa capitare a un monarchico?

June 2nd, 2007 | by Tommaso Farina |

Lavorare il 2 giugno.
E io oggi dovrò lavorare.

32 Commenti a “Qual è il meglio che possa capitare a un monarchico?”

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  1. Di Edoardo B. il Jun 3, 2007

    …il ritorno del Re…

  2. Di Gigio il Jun 4, 2007

    Che arrivi la Repubblica e che si renda conto che la Monarchia é un’istituzione antistorica…Dio ci scampi da Manuele Filiberto e da tutta la pattuglia…vengo da una tre giorni gastronomico-culturale nel cuore della Castiglia, zona di Soria, laddove all’istituzione monarchica guardano ancora con devozione…Soria, Medinaceli, persino un paese abbandonato, Sarnago, dove abbiamo ereditato una casetta mezza distrutta…un paesaggio ancestrale fra pecore e agnelli da latte…ho assaggiato in 2 occasioni il mitico chuletón, ottimo nella prima occasione (900 gr.), passabile nella seconda (600 gr. un po’ secchino, certamente non migliore di qualunque nostra costata)…tutto bene peró ho dovuto sopportare i miei amici che non sirendono conto di rendersi particolarmente antipatici, 24 h al giorno dicendo che in Spagna abbiamo una fortuna, come in Spagna non c’è niente ecc. al ritorno quando uno si spinge ad affermare che il problema é che in Spagna non c’è abbastanza patriotismo che dovrebbero tirarsela piú non mi sono trattenuto piú (fino ad allora supino avevo risposto con un cenno del capo a tutte le loro provocazioni) dicendo che sono ridicoli…come si puó credere che la propria cucina sia la migliore del mondo in tutto e contemporanemante ci sia mancanza di patriotismo…ed ecco che scoppia la rissa (10 contro 1 ovviamente, gli spagnoli fanno squadra eccome, soprattutto a tavola, qui di censori che incensano i rivali non ce ne sono) insomma quello che ci manca a noi non é un re (scritto con la lettera minuscola), ma credere un po’ piú in noi stessi, scopiazzare anche noi gli altri quando hanno buone idee come fanno da queste parti e riscoprire ancor piú, seguendo le linee di un lavoro iniziato per lo meno trent’anni fa, la nostra tradizione…perché ripeto non ha nessun senso che a Soria, che é un territorio secco con pascoli lontani anni luce da quelli verdi a me cari delle montagne venete o del Pollino Lucano…non é che sia una mancanza di cultura dei nostri consumatori innanzitutto il problema? E quindi si tratti in realtá di un problema culturale, di gente che non riesce a capire la bontá di una bisteccazza alta tre dita e fibrosa, e continui a richiedere il filetto sottile e insapore????? Il Re glielo lasciamo volentieri…riappropiamoci della cucina!!!!!!!

  3. Di Edoardo B. il Jun 4, 2007

    Che banalità che leggo. Ma contenti Voi…

  4. Di Edoardo B. il Jun 4, 2007

    Facile fare tradizione con il pane e salame!
    C’è anche la storia.
    Bella o brutta che sia è la nostra storia.
    Storia che oggi stiamo scrivendo noi…puah!
    E tra le tante vergogne democratiche che viviamo nel quotidiano mi sollazza l’idea che c’è stato un tempo di cappa e spada dove i meschini e mediocri, oggi padroni dell’esistenza, “avean vita breve”…

  5. Di filippocintolesi il Jun 5, 2007

    Posso anche capire che si possono avere simpatie monarchiche, in genere. Ma vorrei capire nello specifico a quale casa regnante (o ex-regnante) si indirizzerebbero queste simpatie. Perche’ se ci si riferisce a casa Savoia….
    per riprendere l’espressione di Edoardo Bresciano, nei tempi “di cappa e di spada” quel casato si sarebbe guadagnato il patibolo con il comportamento tenuto nel XX secolo.

  6. Di Gigio il Jun 5, 2007

    Comunque l’unico uomo di destra verso il quale nutrivo in passato ammirazione intellettuale era un democratico senza se e senza (mai un accenno razzista, mai n saluto romano, neanche in gioventú) ma con risapute simpatie monarchiche come Domenico Fisichella…qui in Spagna molti, contrari all’istituzione in se, riconoscono contemporaneamente il ruolo positivo giocato da Juan Carlos soprattutto nella fase della transizione. Peró se uan Carlos invece di favorire il processo democratizzatore si fosse battuto per la continuitá del regime…chi ci assicura che un monarca sia illuminto e se non lo é, come sbarazzarsene???? Eppoi, é una battuta non massacratemi, noi il Re di Arcore ce l’abbiamo giá…quale monarca europeo puó festeggiare la Chiampsion del suo club, farsi una passeggiata per Roma e sentirsi acclamato con cori da stadio, dirigere il piú grande partito italiano, occuparsi di tv, assicurazioni, pensioni private, giornali, essere accusato delle peggiori nefandezze e girare libero como una rondine quasi fosse non solo un monarca ma un monarca assoluto, ovvero legibus solutus…quasi quasi mi faccio monarchico anch’io, a patto di sbarazzarci del Re di plastica e del suo scettro a forma di telecomando…:)

  7. Di Tommaso Farina il Jun 5, 2007

    Hahah, sono fiero di voi.
    Mantenete in vita le discussioni in questo blog anche quando butto lì una battuta…
    Da oggi, passato il post-elezioni, si torna in pista!

  8. Di liloni adriano il Jun 5, 2007

    le elezioni son passate e alura? pota pota pota, abbiamo un berlusconi imbalsamato che fa girare la giostra coi dane’, abbiamo un mortadella che dopo due minuti ho bisogno degli stecchini negli occhi, abbiamo un ex viagrista che mi sembra breznev che mostravano con un palo nel culo come i burattini,quando era gia’ morto, abbiamo belzebu’ immarcescibile che prega tutte le mattine nella casa del nemico…cosa volete di piu’, stiamo facendo buon sangue a tutti quanti gli altri, con le risate che si stanno facendo, e’ lìItalia che va…..

  9. Di Edoardo B. il Jun 5, 2007

    Ma non è questione di avere simpatie o meno. E’ questione di mettersi il fardello sulle spalle e urlare al mondo: “sono un italiano e me ne vanto”. Senza avere paura degli scheletri negli armadi. Chi non ne ha?
    Orgoglio italiano!! non delle varie lobby.

  10. Di eMMe il Jun 6, 2007

    hahaha.

    pensavi di passarla liscia, eh?

    sono ovviamente e fortissimamente in disaccordo con te, e alla faccia dei savo1a felloni e traditori [ti risparmio di aggiungere "assassini e puttanieri" perchè sono epiteti che, pur ben attanagliandosi a quella schiatta, appartengono più al gossip che alla storia] s’alza il mio sentitissimo “w la repubblica!”.

    e aggiungerei un w mazzini, in sopraggiunta.

    dominus populusque!

  11. Di filippocintolesi il Jun 6, 2007

    Italiano e me ne vanto? Mah.. ha poco senso, ritengo, vantarsi di essere qualcosa di cui non si ha alcun merito: ne’ colpa ne’ merito nostro se si nasce in un modo oppure in un altro. Ma credo di capire il senso, prendo quel “me ne vanto” (o “ne sono fiero”) come sinonimo di “ne son contento” e butto la mia: son toscano e me ne “vanto”. :-P

  12. Di Tommaso Farina il Jun 6, 2007

    E fate bene tutti e due.

  13. Di Edoardo B. il Jun 6, 2007

    Hai capito Filippo. E’ solo un modo di dire per esprimere la propria terra. Niente polemica.
    In quanto a eMMe leggo che ripete a memoria quello che dalla fottuta scuola elementare si inculcava: niente patria, divisioni rossi e neri, storia non obbiettiva ma di parte ecc. ecc.
    Bravo, bravo.

  14. Di Gigio il Jun 6, 2007

    Amare la propria terra va benissimo e tirarne fuori tesori come fa lei caro Edoardo va ancor meglio, ma il patriotismo, i rossi e neri ecc. sono altre cose, che io, da inguaribile democratico multiculturalista rifuggo…certo prima dell’Italia, di ció che faceva ai Mondiali o di ció che pensava la gente di noi non me ne fotteva nulla, da quando vivo all’estero, e in un paese cosí patriota, sono diventato piú sensibile e permaloso…e certe cose, come mafia e spaghetti mi mandano in bestia, ma forse credo che un po’ ce lo meritiamo pure, visto come da noi si fanno certe equazioni fra albanesi e malavita, marocchini spacciatori ecc. Gli albanesi eravamo noi e in parte continuamo a esserlo in alcuni lidi…tempo fa ho conosciuto una ragazza messicana che veniva da Chipida, credo si scriva cosí, un paesino pieno di italiani emigrati: ebbene mi diceva che li le ragazze messicane non si avvicinavano neppure perché temevano le violenze sessuali degli italiani maschi, famosi per il loro machismo (come si dice da queste bande)…da allora non giudico piú nessuno per la sua procedenza ma per quello che é come individuo…e ovviamente aspetto che facciano altrettanto gli altri con me, per questo ho tanta rabbia verso quegli spagnoli che quando scoprono la mia procedenza mi dicono: e dove ahai lasciato la pasta? Quei soldi che hai tra le mani non saranno della mafia? Mangiati a merda della pizza ecc. ecc. Complimenti a Marchi per il nuovo blog, anche se lui i miei sfoghi non li capisce :)

  15. Di Edoardo B. il Jun 6, 2007

    Gigio, non sò che dirti.
    Quando i miei cugini austriaci mi fan notare il mio mezzo sangue italiano, quasi come una pecca, non mi tocca.
    Credo di essere obbiettivo: siamo una nazione molto giovane, poco coesa per via delle differenze abissali tra nord e sud, tra est e ovest….Tra paesi confinanti!!
    Differenze che credo bisognava coltivarle come valori aggiunti non come motivo di contese e risse.
    La mafia…non esiste. (Ha ha ha.)
    Quello che esiste è uno stato pastafrolla dove qualsiasi birbone fa cosa gli pare e piace. Nella impunità totale che è direttamente proporzionale alla dimensione della marachella.
    Che male c’è nel patriottismo se non quel male di cuore che si prova a veder il “prolasso cosmico” in cui ci impongono di vivere?
    Sai Gigio, diamoci del tu se vuoi, a me non tocca nulla…o ben poco. Io non sono per il mondo allargato, non tollero nessuno. Non mi ergo sul trono a donare la mia comprensione al nero o al giallo o al rumeno…
    Accetto il mondo al di fuori del mio perchè quel mondo fa esistere il mio.
    E’ uno scambio. Una osmosi che genera un incredibile senso di pace.
    Cordialmente.

  16. Di filippocintolesi il Jun 6, 2007

    Io penso che noi italioti dovremmo essere superiori a ’ste fregnacce del patriottismo nazionalistico di stampo franzo-americo-germanico. Siamo stati il paese che ha acceso la civilta’ (intesa etimologicamente, cioe’ la cultura urbana) in tutta Europa poco meno di tre millenni fa. Dalla penisola italiana e’ poi partito un fenomeno di potere politico che ha talmente traumatizzato il resto del mondo cosiddetto occidentale che ancora oggi chi vuole confrontarsi con sogni (o deliri) di potere imperiale e’ costretto a misurarsi con i segni e i simboli di quella esperienza.
    Dopo la notte altomedievale e il ritorno al grado zero delle citta’ e delle relazioni economiche e sociali in tutta l’Europa ex-romana, questo “paese” ha ancora avuto da dire la sua al punto che all’inizio del sedicesimo secolo dell’era volgare era lo standard culturale, artistico, estetico con cui doversi misurare. Altro che nazione giovane! Diciamo che quando sono venuti di moda gli stati nazionali eravamo gia’ decrepiti. E i paesi che stavano emergendo allora hanno dovuto tenerci sotto il tallone dell’eterodirezione dello “straniero” proprio per poter respirare la loro aria senza questo mostro ingombrante che era stata per piu’ di duemila anni la penisola italiana. Ecco dove sono nati tutti gli stereotipi negativi sugli italiani arlecchini servitori di due (mille) padroni, sul disordine come carattere nazionale. Tre secoli di decadenza mentre le potenze europee giocavano a spartirsi il globo sullo scenario oceanico che noi ci siamo persi. E che sara’ mai! Piu’ ci trattano da poveracci e piu’ denunciano i loro eterni complessi di inferiorita’ che neppure mille imperi coloniali e diecimila arsenali nucleari potranno cancellare dal loro inconscio collettivo. Rilassiamoci dunque e godiamoci il nostro viale del tramonto, che’ arriva per tutti.
    E poi i popoli italioti l’unita’ nazionale non l’hanno mai mandata giu’, neppure quella imposta a forza dalle legioni romane. Liguri-apuani, Etruschi, Sanniti, erano e sono i cardini di una cultura ultramillenaria e pagana che ancora e’ dura a morire e che e’ possibile riscontrare direttamente non appena ci si allontana dalle pianure e dalle vie di grande comunicazione, proprio come quel grande esploratore che e’ Paolo Rumiz ha potuto scoprire con suo grande stupore e documentare. Lunga vita all’arlecchino italico! L’Italia e’ un’ Ellade, e la sua forma migliore di potere e’ la confederazione di citta’ stato. Il nostro carattere nazionale e’ proprio la poliedricita’, i mille campanili, la faziosita’ rionale. Se c’e’ una cosa che manifestamente non funziona nel nostro paese, infatti, e’ proprio il bipolarismo. Siamo plurali, sappiamolo esserlo con stile e dignita’. Lo stile e la dignita’ (ma aggiungerei: l’onore) di chi sta per entrare nel suo quarto millennio di storia di civilta’. E lo sa.

  17. Di liloni adriano il Jun 6, 2007

    senza contare che la razza italica non esiste in un omogeneita’ unica, siamo un mealting pot in miniatura…ah ah ah
    pensa che ho fatto una ricerca sul mio albero genealogico…sono di ceppo ungherese! che faccio m’ammazzo?

  18. Di Gigio il Jun 7, 2007

    Concordo…forse l’unico secolo in cui siamo stati veramente italiani é stato il XV-XVI, dopo é iniziata una lunga decadenza da cui non ci siamo piú ripresi…e forse se avessimo partecipato a quella spartizione della torta, ovvero avessimo avuto anche noi un colonialismo vero con una diffusione della nostra lingua extra moenia, oggi avremmo una parte del mondo “italohablante”, oggi non si guarderebbe con tanta diffidenza all’altro…io sono ancora piú mestizo di lei caro Liloni: bisnonno austriaco, madre lucana, sono alto, scuro di pelle, insomma un bel mix. Peró tanti italiani si sono dimenticati del métissage di cui siamo figli. Peró questo é un lusso che non possiamo permettercelo nel mondo globale, perché nel frattempo gli spagnoli proclamano la loro superioritá e si producono da sé pasta, parmesello, mozarela, anche di bufala (se scopro quel campano che gli ha venduto le bufale l’accido), savoiardi - fontaneda, limoncillo, vinagre balsamico e noi l’unica cosa che sappiamo fare é andare a lamentarci dalle autoritá comunitarie

  19. Di Edoardo B. il Jun 7, 2007

    Chacchio Filippo hai ragione, ma per giovane intendo l’Italia del dopo unificazione.
    E poi scusa ma le altre nazioni derivano da cosa?
    I crucchi derivano da un mix di culture post barbariche fatte con l’accetta. Si sono in seguito unificati in un unico popolo, pur conservando campanilismi vari, molto forti, ubbidiscono al richiamo della unità nazionale: Il nazionalismo decantato da Kant e amici non è un caso…che sia nato li.
    Tralasciando le origini del resto dell’Europa guardiamo l’America?
    E’ stata fatta con il righello, da uomini duri, idealisti e sognatori.
    Forse proprio di trovare un mondo privo dei “oscuri poteri” europeei.
    Ingenui, visto che gli stessi oscuri poteri hanno finanziato e pilotato la colonizazzione, scrivendo la storia come faceva più comodo.
    Ad ogni modo il concetto di patria e accettato al punto che intere generazioni sono state sacrificate per “difendere” addirittura il mondo intero, così dicono, da possibili invasioni di uomini neri, rossi, gialli e verdi.(vedi area 51)
    Ma allora mi chiedo: se tutti hanno una storia discutibile… ma non considerano il nazionalismo immorale, perchè solo noi italiani ne siamo terrorizzati al punto di essere inconsapevolmente un popolo anarchico?
    Perchè l’unità nazionale è una farsa? Quasi una festa forzata, comunque non sentita: un giorno da festeggiare come si festeggia una festa qualsiasi…una cosa che “capita”…
    Cosa determina questo nostro campanilismo: le tracce genetiche dell’ “dividi et impera” che conserviamo nel nostro dna, o una precisa volontà che in forma subdola e parassitaria ci pilota da qualche secolo?
    Ma ?!?
    Mi fa piacere però, e questo ci rende GRANDI, che noi italiani intorno ad un tavolo imbandito di tutte le golosità nazionali riusciamo commossi a trovare un senso di appartenenza…di fratellanza…di amicizia.
    E questa è cosa buona e giusta!
    Il resto solo parole al vento…

  20. Di liloni adriano il Jun 7, 2007

    gli americani sono nati da un misto di estremisti religiosi ed i deportati dalle carceri europee e le battone mandate allo sbarco, la genia e’ quella, e difatti gli estremismi aberranti sussistono tuttora in amerika….
    altro che idealisti!

  21. Di Edoardo B. il Jun 7, 2007

    Senti ungherese, non è vero.
    Certo che c’era quella accozzaglia, ci mancherebbe.
    Ma c’era anche brava gente. Emigranti tosti e duri che hanno costruito l’america con il sudore.
    Capisco la tua battuta ma non si può annullare una civiltà intera, quella americana, per il comportamento discutibile dei loro politici.

  22. Di liloni adriano il Jun 7, 2007

    all’inizio c’era la mayflower le battone ed i carcerati piu’ duri…poi e’ venuto lo sterminio dei nativi, poi sono venuti gli emigranti poveri europei, quelli che hanno costruito l’america moderna, prima era solo una banda di tagliagole…..

  23. Di Edoardo B. il Jun 7, 2007

    Beh, stiamo sostenendo le stesse cose ma in modo diverso.
    Sullo sterminio dei nativi e il confinamento dei superstiti dentro degli zoo naturali rifletto quanto può essere potente la propaganda: fin da piccoli siamo addestrati a combattere gli indiani.
    Salvo alcune eccezzioni come il Liloni (piedi neri) e il Bresciano (moichan) i bimbetti visi pallidi sono tutti reclutati dal generale Custer.
    E oggi andiamo a “visitare” i nativi come se fossero “roba strana”;
    un bel bottino di foto e video da fare vedere agli amici, due battute sulla loro storia tragica e basta.
    Poteri della propaganda.

  24. Di eMMe il Jun 7, 2007

    edoardo b, io non credo che tu abbia molto da insegnarmi sull’argomento, a parte la presupponenza, che non ho difficoltà a riconoscerti.

  25. Di Edoardo B. il Jun 7, 2007

    emme…chi se ne frega.
    Non sono sui blog per insegnare niente a nessuno. Piuttosto per conoscere altre forme di vita.
    Niente di personale…possiamo parlare di tette e culi come vuole il potere o al massimo divagare sul generale della finanza decapitato?
    Per me è uguale cosa.

  26. Di liloni adriano il Jun 7, 2007

    a proposito al primo luglio ci sara’ di che gioire….:-O)

  27. Di eMMe il Jun 7, 2007

    edoardo b.

    nel 1916 cadorna ordinava di operare decimazioni di rappresaglia nei confronti di coloro che non si erano mostrati di pronta obbedienza e disciplina. tra gli altri se ne andò, per sorteggio, al muro un decorato di libia, poi espatriato e rientrato in italia per partecipare alla guerra come volontario. al plotone di esecuzione venne ordinato cinque volte il fuoco visto che per quattro volte sparò alto.

    oggi un generale non sa obbedire e si mostra indisciplinato.

    ne deduco che sono irreprensibili questi generali con la disciplina e l’obbedienza.

    degli altri.

  28. Di Gigio il Jun 7, 2007

    Ma perché invece di litigare su Cadorna, Vittorio Emanuele, Caporetto e il Risorgimento non parliamo del fatto che se non ci svegliamo e non puntiamo tutte le nostre carte sulla qualitá siamo morti: il fatturato del made in Italiy taroccato é tre volte superiore a quello dell’autentico, negli Usa considerano il provolone cosa loro, gli spagnoli fanno incetta di aceto balsamico tipo Modena prodotto tutto meno che a Modena, le lasagne ormai le fanno ovunque, anche se con una cappa di besciamella da rizzare i capelli, e sull’ortofrutta di cui eravamo fino a non molto tempo fa i primi esportatori europei ci stanno facendo neri, per i nsotri ritardi, i nostri costi di produzione eccessivi, le mille mani attraverso cui i nostri prodotti devono passare prima di giungere a destinazione…e qui ancora a dividerci su Cadorna. Ma vi immaginate se non esistesse il falso made in Italy (ultima genialata il Barolo e il chianti prodotti in Australia e Canada) quale sarebbe il fatturato delle nostre esportazioni del settore agroalimentare???? Se dop, igp, proclami, azioni comunitarie non servono a nulla, che resta da fare?? C’e`solo una risposta: QUALITÁ, QUALITÁ E ANCORA QUALITÁ…noi ci salviamo se avermo cento allevatori come Paolo Parisi, 5000 allevatori di chianine e maremmana…a chi ci imita il parmigiano come rispondere??? Esportando il parmigiano di rossa reggiana e bianca modenese magari di 50 mesi!!!! A chi vende il prosciuto parmao come rispondere??? Facendogli assaggiare il culatello di mora romagnola!!!!! Questa é l’unica via da intraprendere tutti insieme, altrimenti siamo condannati al de profundis

  29. Di Tommaso Farina il Jun 7, 2007

    Ricordo ancora con diletto quando Paolo Marchi, alla Giorni Balsamici di qualche anno fa a Reggio Emilia, tirò fuori alcune boccette di bizzarre imitazioni dell’Aceto Balsamico Tradizionale (quello di Modena però).

  30. Di eMMe il Jun 7, 2007

    ma guarda gigio che mi sorprenderebbe apprendere che con edoardo si stia litigando, eh.

    poi certo, parliamo di proteggere il made in italy, come no. [però il post parlava di monarchia, eh, non di caciocavallo.]

    ps.: che palle ’sta somma, tomma’.

  31. Di liloni adriano il Jun 7, 2007

    cadorna insieme a diaz staranno bruciando all’inferno….650000 morti per conquistare gli schultzen, che non vogliono neanche stare con noi italiani, ragazzi di 18/20 anni riempiti di cognac taroccato con la benzedrina, per dare l’euforia per l’assalto, ma come facevano a correre verso le trincee nemiche se avevano le braghe piene di cacca?
    le aberrazioni del patriottismo d’annunziano, l’immonda retorica nazionalista ha distrutto buona parte di quella generazione.

  32. Di Edoardo B. il Jun 7, 2007

    Detto tutto.
    Ma non si litiga, si vuole fare storia su un post.
    Non è possibile concentrare la storia in un post.
    Solo Bignami c’è riuscito.
    Infatti vediamo la grande cultura che regna….
    Ma avete ragggggione: sono un corsaro che rifiuta ogni sorta di catene. Perchè mai mi trovo a discutere di catene?

    Gigio quello che dici è sacrosanto ma se non poggia su basi solide anche l’istituzione del gusto vero rimane solo un business.
    Quindi una cosa effimera al pari dei taroccatori.
    Le basi solide sono il gusto proposto all’unisono con i tre concetti fondamentali: Terra,Tradizione e Territorio.
    Se il gusto è solo sullo scaffale o nella vetrina che cosa è se non mero business?
    Ricapitolando, il gusto parte dalle materie prime, che sono espressione di UN territorio.
    Gli artigiani di quel territorio elaborano e propongono…
    Un lavoro che coinvolge l’insieme.
    E alura? ..come fai a non esaltare la tua terra che ti permette di esprimerti forte della propria identità?
    Gusto e identità non sono scindibili.

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