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	<title>Comments on: Critical Wine: perché non sono superficiale</title>
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		<title>By: Edoardo Bresciano</title>
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		<dc:creator>Edoardo Bresciano</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Apr 2007 17:14:42 +0000</pubDate>
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		<description>Michele era ora che ti facessi vivo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Michele era ora che ti facessi vivo.</p>
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		<title>By: Michele Marziani</title>
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		<dc:creator>Michele Marziani</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Apr 2007 11:56:22 +0000</pubDate>
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		<description>Mamma mia, ma quanto scrivete... Ho provato a leggere tutto, ma mi gira la testa. Edoardo Bresciano impazza, a volte scantona, ma come si fa a non volergli bene? Il suo salame d&#039;oca è una carezza...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mamma mia, ma quanto scrivete&#8230; Ho provato a leggere tutto, ma mi gira la testa. Edoardo Bresciano impazza, a volte scantona, ma come si fa a non volergli bene? Il suo salame d&#8217;oca è una carezza&#8230;</p>
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		<title>By: Edoardo Bresciano</title>
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		<dc:creator>Edoardo Bresciano</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Mar 2007 17:02:28 +0000</pubDate>
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		<description>Sai Filippo ti do del tu, te lo meriti. Non Ã¨ un regalo che ti faccio ma Ã¨ un regalo reciproco. Forse non Ã¨ il caso che ci ha messo sulla stessa strada. Anche il predicatore Corrado tuttavia non Ã¨ male. Chiunque capisca e si opponga con forza alle logiche dei supermercati del gusto di adesso lo ritengo dalla mia parte. Temo che avranno un effetto domino sul nostro mondo, magari studiato a tavolino per fare decollare una volta per tutte le solite multi...
E a proposito di vino, sulla Stampa di oggi, se arriva , segnalano i 5 big per l&#039;esportazione. Chi sono?
Grande Adriano l&#039;idea della muta. Ma solo la muta! Hahaha</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sai Filippo ti do del tu, te lo meriti. Non Ã¨ un regalo che ti faccio ma Ã¨ un regalo reciproco. Forse non Ã¨ il caso che ci ha messo sulla stessa strada. Anche il predicatore Corrado tuttavia non Ã¨ male. Chiunque capisca e si opponga con forza alle logiche dei supermercati del gusto di adesso lo ritengo dalla mia parte. Temo che avranno un effetto domino sul nostro mondo, magari studiato a tavolino per fare decollare una volta per tutte le solite multi&#8230;<br />
E a proposito di vino, sulla Stampa di oggi, se arriva , segnalano i 5 big per l&#8217;esportazione. Chi sono?<br />
Grande Adriano l&#8217;idea della muta. Ma solo la muta! Hahaha</p>
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		<title>By: corrado</title>
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		<dc:creator>corrado</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Mar 2007 16:42:19 +0000</pubDate>
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		<description>Filippo, non ti conosco, ma c&#039;Ã¨ - forse - qualche vibrazione particolare che accomuna i nostri percorsi. Critical Wine non Ã¨ la panacea a tutti i mali, nÃ© l&#039;unico percorso possibile. Sono d&#039;accordo con quanto dici rispetto al &quot;mondo alternativo&quot; del vino, che molto spesso finisce nel riprodurre i soliti modelli, fatti di simboli mediatici, personalismi e furberie commerciali.
C&#039;Ã¨ un fatto, perÃ², a mio avviso importante. Il progetto Critical Wine non dice a nessuno come deve comportarsi: tutto si basa sul principio della auto-certficazione, cioÃ© della responsabilitÃ  personale e diretta nei confronti del consumatore. Nessun disciplinare, nessuna disputa ideologica su questo o quel prodotto chimico, semplicemente la regola &quot;dire quel che si fa e fare quel che si dice&quot;.
DopodichÃ©, il discorso associativo si pone nel momento in cui si vuole tentare di resistere a una deriva &quot;industrialista&quot; davanti alla quale ormai i sindacati agricoli hanno alzato bandiera bianca. Forse non ci credo neanche io, forse nessuna rivoluzione Ã¨ piÃ¹ possibile. Ma riconoscere che esistono ancora sensazioni, storie e percorsi differenti, individuali o collettivi che siano, Ã¨ giÃ  molto importante.
Quanto agli OGM, illegali in Italia, se ho l&#039;assoluta certezza che il mio vicino ne ha piantati, mi spiace ma non posso aspettare che contamini la mie specie biologiche, magari attendendo una causa legale... Mi spiace, ma questo &quot;buonismo&quot; borghese e conformista di chi sta seduto dietro una poltrona - su questo tema specifico - Ã¨ davvero fuori luogo.  Leggete cosa Ã¨ successo in America ad un produttore bio circondato da piantagioni OGM...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Filippo, non ti conosco, ma c&#8217;Ã¨ &#8211; forse &#8211; qualche vibrazione particolare che accomuna i nostri percorsi. Critical Wine non Ã¨ la panacea a tutti i mali, nÃ© l&#8217;unico percorso possibile. Sono d&#8217;accordo con quanto dici rispetto al &#8220;mondo alternativo&#8221; del vino, che molto spesso finisce nel riprodurre i soliti modelli, fatti di simboli mediatici, personalismi e furberie commerciali.<br />
C&#8217;Ã¨ un fatto, perÃ², a mio avviso importante. Il progetto Critical Wine non dice a nessuno come deve comportarsi: tutto si basa sul principio della auto-certficazione, cioÃ© della responsabilitÃ  personale e diretta nei confronti del consumatore. Nessun disciplinare, nessuna disputa ideologica su questo o quel prodotto chimico, semplicemente la regola &#8220;dire quel che si fa e fare quel che si dice&#8221;.<br />
DopodichÃ©, il discorso associativo si pone nel momento in cui si vuole tentare di resistere a una deriva &#8220;industrialista&#8221; davanti alla quale ormai i sindacati agricoli hanno alzato bandiera bianca. Forse non ci credo neanche io, forse nessuna rivoluzione Ã¨ piÃ¹ possibile. Ma riconoscere che esistono ancora sensazioni, storie e percorsi differenti, individuali o collettivi che siano, Ã¨ giÃ  molto importante.<br />
Quanto agli OGM, illegali in Italia, se ho l&#8217;assoluta certezza che il mio vicino ne ha piantati, mi spiace ma non posso aspettare che contamini la mie specie biologiche, magari attendendo una causa legale&#8230; Mi spiace, ma questo &#8220;buonismo&#8221; borghese e conformista di chi sta seduto dietro una poltrona &#8211; su questo tema specifico &#8211; Ã¨ davvero fuori luogo.  Leggete cosa Ã¨ successo in America ad un produttore bio circondato da piantagioni OGM&#8230;</p>
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		<title>By: filippocintolesi</title>
		<link>http://www.tommasofarina.com/2007/aruotalibera/162/critical-wine-perche-non-sono-superficiale/comment-page-1#comment-17489</link>
		<dc:creator>filippocintolesi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Mar 2007 15:44:06 +0000</pubDate>
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		<description>Volevo dire anche due cose a Corrado. Credo di essere d&#039;accordo con molto di quello che dici, e forse che pensi, che senti. E a differenza di Edoardo io alla positivita&#039; dell&#039;essere &quot;rivoluzionari&quot; ci credo. Ma non alla rivoluzione come fine, bensi&#039; come strada obbligata, semmai. E non mi riferisco in questo momento alla rivoluzione dell&#039;immaginario degli ultimi due secoli abbondanti. Quello a cui credo sempre meno invece sono le iniziative associate su vasta scala. A tutto quello che rischia di trasformarsi in &quot;brand&quot;, in marchio. Sono tendenze nefaste, che agiscono, e&#039; come una maledizione. Avrei voglia eccome di parlare di terra. E di vino. Per esempio mi dispiace che la discussione sulle iniziative alternative al Vinitaly abbia preso questa piega. E nota che pur volendo parlare di come fare i prodotti agricoli e fra questi il vino (e non scelgo le parole a caso), in modo che non so neppure io come definire ormai, tanto si sono consunte le parole (naturale, vero, genuino, biologico, sostenibile...facci caso sono tutte parole sputtanate o in via di sputtanamento per l&#039;uso superficiale, &quot;comunicativo&quot;, che ne viene fatto), pur volendo parlare di questo, tuttavia so che mi sentirei un pesce fuor d&#039;acqua non soltanto a una manifestazione come il Vinitaly, ma anche a quelle dei &quot;Vini Veri&quot;, o &quot;Vin Natur&quot;, e..sono convinto anche a Critical WIne. Non mi e&#039; piaciuta la critica smodata e scomposta sui Critical Wine che c&#039;e&#039; stata in questi due giorni, e infatti sono intervenuto, e potrai darmi atto che non mi sono risparmiato (dai pure un occhio sul blog di Tombolini). E pero&#039; io personalmente sento di chiamarmi fuori. Sono contento che ci sia. Ma sono anche contento di non andarci. Se ci andro&#039; sara&#039; come pubblico. Io l&#039;&quot;espositore&quot; non lo voglio fare, ormai mi e&#039; chiaro. E&#039; inutile che io mi nasconda o voglia sfuggire la realta&#039;, la MIA realta&#039;, il MIO destino. Io l&#039;espositore non lo faro&#039;. Il banchetto che posso mettere sara&#039; al mercato, o al podere mio. O su internet, anche se devo capire ancora un paio di cose di me. Basta. Soprattutto sai di che sono stufo? Delle cose fatte per farle &quot;meglio degli altri&quot;. Io ho bisogno di guardare nel mio piatto. E se devo lottare, voglio lottare per poter continuare a vivere (cioe&#039; esistere economicamente) guardando nel mio piatto.
E questo lo dico proprio perche&#039; guadagnare nel mio caso sara&#039; veramente il mezzo (e pero&#039; un esigenza stringente). A differenza di Bresciano che si dichiara &quot;contadino&quot; e senza titoli, io non ho vergogna di dire che il titolo ce l&#039;ho: ho passato gli ultimi quindici anni della mia vita facendo ricerca scientifica e vivendo di quello. Per quanto non una vita da nababbo, so che dovro&#039; tenere duro e pazientare un bel po&#039; per ricostruire un reddito paragonabile al mio salario attuale di ricercatore britannico. Ma so che non posso piu&#039; rimandare oltre l&#039;attuazione della scelta che ho gia&#039; fatto circa tre anni fa. Ho bisogno di occuparmi della terra. Di fare con le mie mani i prodotti. Il vino ma non solo. Scelta maturata con chiarezza facendo altro, non scienza. E anche quello con le mani. 
Non lo so perche&#039; mi sono messo a dire queste cose e proprio a te. Non lo so. Evidentemente qualcosa in quello che hai detto me lo ha reso necessario. Non lo so.
Ora comunque la finisco qui.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Volevo dire anche due cose a Corrado. Credo di essere d&#8217;accordo con molto di quello che dici, e forse che pensi, che senti. E a differenza di Edoardo io alla positivita&#8217; dell&#8217;essere &#8220;rivoluzionari&#8221; ci credo. Ma non alla rivoluzione come fine, bensi&#8217; come strada obbligata, semmai. E non mi riferisco in questo momento alla rivoluzione dell&#8217;immaginario degli ultimi due secoli abbondanti. Quello a cui credo sempre meno invece sono le iniziative associate su vasta scala. A tutto quello che rischia di trasformarsi in &#8220;brand&#8221;, in marchio. Sono tendenze nefaste, che agiscono, e&#8217; come una maledizione. Avrei voglia eccome di parlare di terra. E di vino. Per esempio mi dispiace che la discussione sulle iniziative alternative al Vinitaly abbia preso questa piega. E nota che pur volendo parlare di come fare i prodotti agricoli e fra questi il vino (e non scelgo le parole a caso), in modo che non so neppure io come definire ormai, tanto si sono consunte le parole (naturale, vero, genuino, biologico, sostenibile&#8230;facci caso sono tutte parole sputtanate o in via di sputtanamento per l&#8217;uso superficiale, &#8220;comunicativo&#8221;, che ne viene fatto), pur volendo parlare di questo, tuttavia so che mi sentirei un pesce fuor d&#8217;acqua non soltanto a una manifestazione come il Vinitaly, ma anche a quelle dei &#8220;Vini Veri&#8221;, o &#8220;Vin Natur&#8221;, e..sono convinto anche a Critical WIne. Non mi e&#8217; piaciuta la critica smodata e scomposta sui Critical Wine che c&#8217;e&#8217; stata in questi due giorni, e infatti sono intervenuto, e potrai darmi atto che non mi sono risparmiato (dai pure un occhio sul blog di Tombolini). E pero&#8217; io personalmente sento di chiamarmi fuori. Sono contento che ci sia. Ma sono anche contento di non andarci. Se ci andro&#8217; sara&#8217; come pubblico. Io l&#8217;&#8221;espositore&#8221; non lo voglio fare, ormai mi e&#8217; chiaro. E&#8217; inutile che io mi nasconda o voglia sfuggire la realta&#8217;, la MIA realta&#8217;, il MIO destino. Io l&#8217;espositore non lo faro&#8217;. Il banchetto che posso mettere sara&#8217; al mercato, o al podere mio. O su internet, anche se devo capire ancora un paio di cose di me. Basta. Soprattutto sai di che sono stufo? Delle cose fatte per farle &#8220;meglio degli altri&#8221;. Io ho bisogno di guardare nel mio piatto. E se devo lottare, voglio lottare per poter continuare a vivere (cioe&#8217; esistere economicamente) guardando nel mio piatto.<br />
E questo lo dico proprio perche&#8217; guadagnare nel mio caso sara&#8217; veramente il mezzo (e pero&#8217; un esigenza stringente). A differenza di Bresciano che si dichiara &#8220;contadino&#8221; e senza titoli, io non ho vergogna di dire che il titolo ce l&#8217;ho: ho passato gli ultimi quindici anni della mia vita facendo ricerca scientifica e vivendo di quello. Per quanto non una vita da nababbo, so che dovro&#8217; tenere duro e pazientare un bel po&#8217; per ricostruire un reddito paragonabile al mio salario attuale di ricercatore britannico. Ma so che non posso piu&#8217; rimandare oltre l&#8217;attuazione della scelta che ho gia&#8217; fatto circa tre anni fa. Ho bisogno di occuparmi della terra. Di fare con le mie mani i prodotti. Il vino ma non solo. Scelta maturata con chiarezza facendo altro, non scienza. E anche quello con le mani.<br />
Non lo so perche&#8217; mi sono messo a dire queste cose e proprio a te. Non lo so. Evidentemente qualcosa in quello che hai detto me lo ha reso necessario. Non lo so.<br />
Ora comunque la finisco qui.</p>
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		<title>By: filippocintolesi</title>
		<link>http://www.tommasofarina.com/2007/aruotalibera/162/critical-wine-perche-non-sono-superficiale/comment-page-1#comment-17487</link>
		<dc:creator>filippocintolesi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Mar 2007 15:14:44 +0000</pubDate>
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		<description>Adriano Liloni, questa si&#039; che e&#039; una bella idea! E come potrei direi di no? :-))) E mi riferisco ovviamente all&#039;anatrone (al locio, come si dice dalle mi&#039; parti) ma anche all&#039;idea che intravedo dietro al &quot;registrero&#039; tutto&quot;, e che ho in testa anch&#039;io da un bel po&#039;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Adriano Liloni, questa si&#8217; che e&#8217; una bella idea! E come potrei direi di no? <img src='http://www.tommasofarina.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> )) E mi riferisco ovviamente all&#8217;anatrone (al locio, come si dice dalle mi&#8217; parti) ma anche all&#8217;idea che intravedo dietro al &#8220;registrero&#8217; tutto&#8221;, e che ho in testa anch&#8217;io da un bel po&#8217;.</p>
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		<title>By: liloni adriano</title>
		<link>http://www.tommasofarina.com/2007/aruotalibera/162/critical-wine-perche-non-sono-superficiale/comment-page-1#comment-17482</link>
		<dc:creator>liloni adriano</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Mar 2007 12:03:45 +0000</pubDate>
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		<description>Mi piacerebbe avere questi bravi manigoldi(quelli che si sono sbranati, per idee poi cosi&#039; non lontane) attorno ad un tavolo.....con un anitrone muto cotto a dovere ed i vini dei partecipanti.....metto a disposizione privatamente un martedi&#039;....attenti che registrero&#039; tutto.....:-O)
Edoardo occhio alle coronarie!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi piacerebbe avere questi bravi manigoldi(quelli che si sono sbranati, per idee poi cosi&#8217; non lontane) attorno ad un tavolo&#8230;..con un anitrone muto cotto a dovere ed i vini dei partecipanti&#8230;..metto a disposizione privatamente un martedi&#8217;&#8230;.attenti che registrero&#8217; tutto&#8230;..:-O)<br />
Edoardo occhio alle coronarie!</p>
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	<item>
		<title>By: filippocintolesi</title>
		<link>http://www.tommasofarina.com/2007/aruotalibera/162/critical-wine-perche-non-sono-superficiale/comment-page-1#comment-17481</link>
		<dc:creator>filippocintolesi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Mar 2007 11:53:17 +0000</pubDate>
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		<description>A Francesco Pasqualini e implicitamente anche a Edoardo Bresciano:
lungi da me voler affibbiare una qualsiasi valenza negativa alla figura dell&#039;imprenditore agricolo professionale o del coltivatore diretto. Per una serie di ragioni: primo perche&#039; non mi appartiene la demonizzazione di figure sociali. secondo perche&#039; in agricoltura c&#039;e&#039; poco da fare: o si e&#039; operaio agricolo (salariato), o si e&#039; imprenditore agricolo (a titolo professionale ex-principale, o meno, non importa), o si e&#039; coltivatore diretto. Se si partecipa al processo decisionale si e&#039; per forza o il secondo (se si lavora personalmente la terra) o il terzo. Fra l&#039;altro: al momento il sottoscritto e&#039; imprenditore agricolo (non a titolo professionale). Fra molto poco (un paio di mesi al massimo) diventera&#039; o a titolo professionale, o molto piu&#039; probabilmente coltivatore diretto (perche&#039; intendo lavorare personalmente la terra, quindi anche se i contributi INPS da pagare saranno superiori, nonostante le agevolazioni saranno le stesse, mi sa che optero&#039; per essere CD e non IAatp). Il motivo delle mie osservazioni (puramente correttive, neutre, senza alcuna polemica) rivolte al signor Bresciano e&#039; che poiche&#039; aveva esordito (per prendersela meglio contro i &quot;ragazzi&quot; dei centri sociali) con la consueta retorica del &quot;tartassato&quot;, ho pensato bene che fosse il caso di dire un po&#039; di cose vere. Anche per spiegare ai non addetti ai lavori come funzionano certe cosine (non mi capita di trovarlo detto o scritto di sovente). Per esempio una cosa che il sig. Bresciano avrebbe fatto molto meglio a lamentare (e su cui avrebbe trovato il mio appoggio) e&#039; l&#039;assurdo dei contributi INPS, semmai, corrispondenti a quasi piu&#039; di un salario che si dovesse pagare (nel caso di assunzione di manodopera), sia che il salariato poi percepisca alcunche&#039; sia che non lo percepisca (nel caso in cui per esempio abbia gia&#039; maturato il massimo pensionistico). Oppure ammontanti a una cifra assurda che si e&#039; OBBLIGATI a pagare, anche se si fosse disposti a rinunciare alla pensione INPS (rinuncia che io farei volentieri ma che non mi e&#039; permessa). Ovviamente il discorso non vale per il caso della componente dell&#039;assicurazione INAIL (sostanzialmente pari alla differenza fra contributi che deve versare l&#039;imprenditore agricolo a t.p. e quelli che deve versare il CD, cioe&#039; non molto).
Un altro balzello reale del settore e che il signor Bresciano non ha nominato e&#039; (a mio avviso) dato dall&#039;oscena situazione di rendite di posizione non solo protette, ma addirittura garantite per legge. Si prenda per esempio la novita&#039; per cui ora non soltanto piu&#039; la delega F24 dev&#039;essere sottoposta per via telematica, ma anche una banale assunzione di manodopera agricola (oltre al DMAG, ovviamente) con il registro d&#039;impresa (in genere semplificato, per i piccoli). Il bello e&#039; che la cosa e&#039; stata presentata come uno &quot;snellimento&quot;, una cosa buona quindi. Peccato pero&#039; che le istruzioni per la presentazione del file per via telematica sono INESISTENTI sul sito INPS. Se si telefona (per esempio all&#039;ufficio contribuzione agricola) ci si sente dire che loro non sono competenti con la pratica telematica.. Se si insiste per avere quello a cui si ha diritto (cioe&#039; le istruzioni per essere messi in condizioni di fare il proprio dovere!), ci si sente domandare (nel 99% dei casi): &quot;Ma lei non ha un suo patronato, una sua associazione di categoria?&quot;  Ah-ha...ecco dunque. Un&#039;ulteriore sine cura per i soliti &quot;professionisti&quot; del settore. Quindi quello che era possibile fare prima senza spesa (a parte il francobollo o il tempo di passare all&#039;INPS) ora deve essere pagato quel tanto o quel poco, ma pur sempre qualcosa, che il compenso per chi ce lo deve fare sara&#039;. E di esempi cosi&#039; se ne potrebbero fare per ogni singola pratica che la non poca burocrazia europea in generale e italiana in particolare impone: non si e&#039; messi in condizione di poter sbrigare le pratiche in modo rapido ed efficiente. Quindi si e&#039; di fatto obbligati a servirsi di prestazioni professionali di cui si potrebbe fare benissimo a meno se solo gli amministratori facessero quello che ormai in un paese moderno e&#039; ritenuto essere loro dovere, oltre a quello di mettere timbri, e cioe&#039; redigere informazioni e liste &quot;to-do&quot; chiare e semplici a uso degli utenti.
Scusate la prolissita&#039;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A Francesco Pasqualini e implicitamente anche a Edoardo Bresciano:<br />
lungi da me voler affibbiare una qualsiasi valenza negativa alla figura dell&#8217;imprenditore agricolo professionale o del coltivatore diretto. Per una serie di ragioni: primo perche&#8217; non mi appartiene la demonizzazione di figure sociali. secondo perche&#8217; in agricoltura c&#8217;e&#8217; poco da fare: o si e&#8217; operaio agricolo (salariato), o si e&#8217; imprenditore agricolo (a titolo professionale ex-principale, o meno, non importa), o si e&#8217; coltivatore diretto. Se si partecipa al processo decisionale si e&#8217; per forza o il secondo (se si lavora personalmente la terra) o il terzo. Fra l&#8217;altro: al momento il sottoscritto e&#8217; imprenditore agricolo (non a titolo professionale). Fra molto poco (un paio di mesi al massimo) diventera&#8217; o a titolo professionale, o molto piu&#8217; probabilmente coltivatore diretto (perche&#8217; intendo lavorare personalmente la terra, quindi anche se i contributi INPS da pagare saranno superiori, nonostante le agevolazioni saranno le stesse, mi sa che optero&#8217; per essere CD e non IAatp). Il motivo delle mie osservazioni (puramente correttive, neutre, senza alcuna polemica) rivolte al signor Bresciano e&#8217; che poiche&#8217; aveva esordito (per prendersela meglio contro i &#8220;ragazzi&#8221; dei centri sociali) con la consueta retorica del &#8220;tartassato&#8221;, ho pensato bene che fosse il caso di dire un po&#8217; di cose vere. Anche per spiegare ai non addetti ai lavori come funzionano certe cosine (non mi capita di trovarlo detto o scritto di sovente). Per esempio una cosa che il sig. Bresciano avrebbe fatto molto meglio a lamentare (e su cui avrebbe trovato il mio appoggio) e&#8217; l&#8217;assurdo dei contributi INPS, semmai, corrispondenti a quasi piu&#8217; di un salario che si dovesse pagare (nel caso di assunzione di manodopera), sia che il salariato poi percepisca alcunche&#8217; sia che non lo percepisca (nel caso in cui per esempio abbia gia&#8217; maturato il massimo pensionistico). Oppure ammontanti a una cifra assurda che si e&#8217; OBBLIGATI a pagare, anche se si fosse disposti a rinunciare alla pensione INPS (rinuncia che io farei volentieri ma che non mi e&#8217; permessa). Ovviamente il discorso non vale per il caso della componente dell&#8217;assicurazione INAIL (sostanzialmente pari alla differenza fra contributi che deve versare l&#8217;imprenditore agricolo a t.p. e quelli che deve versare il CD, cioe&#8217; non molto).<br />
Un altro balzello reale del settore e che il signor Bresciano non ha nominato e&#8217; (a mio avviso) dato dall&#8217;oscena situazione di rendite di posizione non solo protette, ma addirittura garantite per legge. Si prenda per esempio la novita&#8217; per cui ora non soltanto piu&#8217; la delega F24 dev&#8217;essere sottoposta per via telematica, ma anche una banale assunzione di manodopera agricola (oltre al DMAG, ovviamente) con il registro d&#8217;impresa (in genere semplificato, per i piccoli). Il bello e&#8217; che la cosa e&#8217; stata presentata come uno &#8220;snellimento&#8221;, una cosa buona quindi. Peccato pero&#8217; che le istruzioni per la presentazione del file per via telematica sono INESISTENTI sul sito INPS. Se si telefona (per esempio all&#8217;ufficio contribuzione agricola) ci si sente dire che loro non sono competenti con la pratica telematica.. Se si insiste per avere quello a cui si ha diritto (cioe&#8217; le istruzioni per essere messi in condizioni di fare il proprio dovere!), ci si sente domandare (nel 99% dei casi): &#8220;Ma lei non ha un suo patronato, una sua associazione di categoria?&#8221;  Ah-ha&#8230;ecco dunque. Un&#8217;ulteriore sine cura per i soliti &#8220;professionisti&#8221; del settore. Quindi quello che era possibile fare prima senza spesa (a parte il francobollo o il tempo di passare all&#8217;INPS) ora deve essere pagato quel tanto o quel poco, ma pur sempre qualcosa, che il compenso per chi ce lo deve fare sara&#8217;. E di esempi cosi&#8217; se ne potrebbero fare per ogni singola pratica che la non poca burocrazia europea in generale e italiana in particolare impone: non si e&#8217; messi in condizione di poter sbrigare le pratiche in modo rapido ed efficiente. Quindi si e&#8217; di fatto obbligati a servirsi di prestazioni professionali di cui si potrebbe fare benissimo a meno se solo gli amministratori facessero quello che ormai in un paese moderno e&#8217; ritenuto essere loro dovere, oltre a quello di mettere timbri, e cioe&#8217; redigere informazioni e liste &#8220;to-do&#8221; chiare e semplici a uso degli utenti.<br />
Scusate la prolissita&#8217;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Tommaso Farina</title>
		<link>http://www.tommasofarina.com/2007/aruotalibera/162/critical-wine-perche-non-sono-superficiale/comment-page-1#comment-17478</link>
		<dc:creator>Tommaso Farina</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Mar 2007 11:11:12 +0000</pubDate>
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		<description>Quattro cosette (anzi, tre):

1) Da quel che mi risulta, Edoardo e Filippo, avete la stessa età, più o meno. La vostra diatriba è senz&#039;altro sincera, ma vi chiedo di rimanere sempre nell&#039;alveo di un civile confronto, senza scadere su argomentazioni ad personam. Conto su di voi!

2) Corrado: la cosa del &quot;bruciare gli ogm&quot; non viene dal dibattito (che ha tirato in ballo &quot;canne&quot; e &quot;tasse&quot;), ma dal manifesto stesso, quindi dai propugnatori di tutto quanto. Non è una nostra invenzione. Lunga vita, in ogni caso, agli amanti della terra, agli &quot;agricoltori critici&quot; e alle loro ragioni. La mia perplessità è questa: siete sicuri che il percorso delle &quot;Terre ribelli&quot; e dei centri sociali sia la strada giusta? Io penso di no. Io penso che qualcuno, alla fine, vi possa strumentalizzare, possa usare la vostra adesione in buona fede per giustificare e fare chissà cosa.

3) Stefano: non capisco il motivo di tanto scalmanarsi. La &quot;deriva poco edificante&quot; la vedi solo tu: a me (e agli altri) sembra piuttosto un acceso dibattito, con qualche eccesso verbale ma, anche, con tanta sincerità. E questo no, non mi dispiace. Ho appena proposto ai commentatori di cercare, se ci riescono, di contenersi un po&#039;, evitando di scendere sul personale. Quanto al resto, credo di saper fare abbastanza bene il mio mestiere; parimenti, non ho fatto alcun &quot;invito a odiare&quot; alcunchè, né &quot;attacchi violenti&quot; (quelli, semmai, vengono dal manifesto da me citato: sono loro che vogliono dar fuoco al grano, non certo io). Detto questo, sei libero di non leggermi, se credi. Certo, mi dispiace molto che hai fatto questa scelta solo perché ho osato dire la mia su quel &quot;Manifesto&quot; così discutibile.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quattro cosette (anzi, tre):</p>
<p>1) Da quel che mi risulta, Edoardo e Filippo, avete la stessa età, più o meno. La vostra diatriba è senz&#8217;altro sincera, ma vi chiedo di rimanere sempre nell&#8217;alveo di un civile confronto, senza scadere su argomentazioni ad personam. Conto su di voi!</p>
<p>2) Corrado: la cosa del &#8220;bruciare gli ogm&#8221; non viene dal dibattito (che ha tirato in ballo &#8220;canne&#8221; e &#8220;tasse&#8221;), ma dal manifesto stesso, quindi dai propugnatori di tutto quanto. Non è una nostra invenzione. Lunga vita, in ogni caso, agli amanti della terra, agli &#8220;agricoltori critici&#8221; e alle loro ragioni. La mia perplessità è questa: siete sicuri che il percorso delle &#8220;Terre ribelli&#8221; e dei centri sociali sia la strada giusta? Io penso di no. Io penso che qualcuno, alla fine, vi possa strumentalizzare, possa usare la vostra adesione in buona fede per giustificare e fare chissà cosa.</p>
<p>3) Stefano: non capisco il motivo di tanto scalmanarsi. La &#8220;deriva poco edificante&#8221; la vedi solo tu: a me (e agli altri) sembra piuttosto un acceso dibattito, con qualche eccesso verbale ma, anche, con tanta sincerità. E questo no, non mi dispiace. Ho appena proposto ai commentatori di cercare, se ci riescono, di contenersi un po&#8217;, evitando di scendere sul personale. Quanto al resto, credo di saper fare abbastanza bene il mio mestiere; parimenti, non ho fatto alcun &#8220;invito a odiare&#8221; alcunchè, né &#8220;attacchi violenti&#8221; (quelli, semmai, vengono dal manifesto da me citato: sono loro che vogliono dar fuoco al grano, non certo io). Detto questo, sei libero di non leggermi, se credi. Certo, mi dispiace molto che hai fatto questa scelta solo perché ho osato dire la mia su quel &#8220;Manifesto&#8221; così discutibile.</p>
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	<item>
		<title>By: Edoardo Bresciano</title>
		<link>http://www.tommasofarina.com/2007/aruotalibera/162/critical-wine-perche-non-sono-superficiale/comment-page-1#comment-17475</link>
		<dc:creator>Edoardo Bresciano</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Mar 2007 10:15:04 +0000</pubDate>
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		<description>Tanto per cominciare almeno io ho messo il mio nome e cognome. E questo Ã¨ tanto!
Sono daccordo con i Suoi contenuti signor Corrado, ma non credo nei movimenti rivoluzionari. Io stÃ² in  Coldiretti e faccio quello che ritengo con buon senso. Non ho padrone, Ã¨ solo il mio sindacato...Faccio critica costruttiva all&#039;interno del sistema. Ci vuole fagato Le assicuro molto fegato. 
Oppure basta non avere ambizioni di poltrone....
Investimenti Ã¨ una parola materiale ma Ã¨ la realtÃ : io ho investito la mia vita per la mia libertÃ . I soldi che vi piaccia o no sono il mezzo, sicuramente non il fine.
Lei credere di operare la sua &quot;revolution&quot; con il cuore? Hahahaha. Allora siamo solo in due!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tanto per cominciare almeno io ho messo il mio nome e cognome. E questo Ã¨ tanto!<br />
Sono daccordo con i Suoi contenuti signor Corrado, ma non credo nei movimenti rivoluzionari. Io stÃ² in  Coldiretti e faccio quello che ritengo con buon senso. Non ho padrone, Ã¨ solo il mio sindacato&#8230;Faccio critica costruttiva all&#8217;interno del sistema. Ci vuole fagato Le assicuro molto fegato.<br />
Oppure basta non avere ambizioni di poltrone&#8230;.<br />
Investimenti Ã¨ una parola materiale ma Ã¨ la realtÃ : io ho investito la mia vita per la mia libertÃ . I soldi che vi piaccia o no sono il mezzo, sicuramente non il fine.<br />
Lei credere di operare la sua &#8220;revolution&#8221; con il cuore? Hahahaha. Allora siamo solo in due!</p>
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