Top Restaurants Milano: ma sono davvero i top?
March 2nd, 2007 | by Tommaso Farina |
Girare per lavoro mi consente spesso di entrare in contatto con cosette interessanti. Mi sono testè imbattuto in un succoso opuscolo: la piccola guida Top Restaurants, edizione 2006-2007. Il sottotitolo è squillante: “Il meglio di Milano, zona per zona”.
Il piccolo vademecum è stato concepito nel 1986 da Aldo Pacchetti e dal compianto Franco Tommaso Marchi, storico luminare dell’ Ais, durante «una tranquilla cena a due» (è lo stesso Pacchetti a spiegarlo in una breve presentazione). Continua il curatore: «L’ampio e continuo consenso della pubblicazione è dovuto all’accurata selezione che ogni anno viene effettuata, tra centinaia di locali, per offrire ai milanesi e ai turisti la possibilità di scegliere con facilità e sicurezza alcuni ottimi ristoranti in ogni zona di Milano».
Beh, non si può dire che non abbiano le idee chiare. Ma alla lettura, che ci si presenta dinanzi? Nell’opuscolo dalla bella carta plastificata, ecco la mirabolante selezione: 28 locali milanesi d’ogni genere. Non mettiamo in dubbio le buone intenzioni, ma siamo sicuri che i nomi scelti rappresentino davvero il top qualitativo e l’alta ristorazione a Milano? Perché la verifica di «centinaia di locali» ha tralasciato d’includere, tra gli «ottimi ristoranti» promessi, alcuni posti che ottimi (anzi, grandi) lo sono per davvero, preferendo realtà che (le potete vedere nel sito internet) molto spesso ben difficilmente potrebbero essere messe al top della graduatoria? Dove sono Aimo e Nadia, Cracco, Sadler, Sambuco, Piccolo Sogno, Nicola Cavallaro, Nuovo Macello (tanto per dirne alcuni)? Fortuna che nel novero sono compresi Joia (anche Leggero) e Gianni e Dorina (sacrario d’alto livello della gastronomia lunigianese), oltre ad emergenti come Rosa al Caminetto e Calvi (senza trascurare il Pupurry, che con questa gestione sta lavorando bene), e vecchie glorie come la Tavernetta da Elio. Ma gli altri? C’è una piccola infornata di locali etnici, che comunque è poca cosa rispetto alle altre inserzioni, delle quali è corretto dire che potrebbero essere ampiamente discusse (e che, col medesimo criterio, si sarebbero potuti inserire altri ristoranti, a giudizio personale sicuramente migliori di quelli elencati). Anche lo stile delle schede è un po’ troppo “buonista” e poco critico, e le cartine delle varie zone (quelle sul cartaceo, non su internet) sono “girate” senza tener troppo conto dei punti cardinali.
Per carità , i gusti sono personali e non li discutiamo, ma siamo proprio sicuri che questa guida allinei davvero «Il meglio di Milano zona per zona», come dice il sito?
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Di Claudio Sacco - Viaggiatore Gourmet il Mar 3, 2007
… ho dato un occhio al sito e a parte l’elenco dei ristoranti TOP (top.. cosa? prezzo? materie prime? clientela? … ;-)). Mi sembra esclusivamente un opuscolo pubblicitario con una foto del locale e le “solite” dichiarazioni istituzionali di comodo scritte direttamente dal ristoratore…
Se il sito fa 10 utenti al giorno o anche meno non mi stupirei troppo.
Ad ogni modo caro Tommaso ci sono almeno altre 10 pubblicazioni “similari” per la sola Milano tra cartaceo e internet, e ogni giorno vengo contattato da un nuovo genio che vorrebbe realizzare una guida di ristoranti andando a chiedere 100€ per locale, porta a porta…
Che tristezza.
VG.
Di elio crociani journalist il Mar 3, 2007
Top restaurants è una guida curata da un caro amico, Aldo pacchetti, che incontro ogni anno in India. Era molto amico del mitico Marchi. Si tratta di una guida a pagamento dove ho scoperto il Govinda, ristorante gestito da Monaci. Ci trovate anche Joia e Joia Leggero.
Qui di seguito a la “guida alle guide” Bongusto 2007 con i migliori d’Europa. http://www.bongusto.org
1)
Auberge de l’Eridan (F)
2)
Schwarzwalstube (D)
3)
Dieter Muller (D) Waldhotel Sonora (D)
4)
Louis XV (MC) Les Pres d’Eugenie (F)
5)
Oud Sluis (NL)
6)
Hof van Cleve (B) De Librije (NL)
7)
Gordon Ramsay (UK) L’Arpege (F) Philippe Rochat (CH)
Heinz Winkler (D) Troisgros (F) Guy Savoy (F)
Pierre Gagnaire (F) Maison de Bricourt (F)
Vendome (D) (new) Akelare ^^^ (E) Martin Berasategui (E)
Can Fabes (E) Sant Pau (E)

Pont de Brent (E) Pergola (I) El Bulli (E) Arzak (E)
9)
Paul Bocuse (F) Manoir aux Quatre Saisons (UK) Ledoyen (F)
10)
Pinchiorri ^ (I)
11)
La Cote Saint Jacques (F) Scloss Berg (D) Le Calandre ^ (I)
Ambroisie (F) Pre Catelan ^^ (F) Der Karmeliet (B)
Waterside Inn (UK) L’Arnsbourg (F)
12)
Dal Pescatore (I)
13)
Bareiss (D) Clos st. Denis (B) (new) Les Ambassadeurs ^^ (F)
14)
Vissani (I) Fat Duck (UK)
15)
Le Relais Cote d’Or (F) (new) Pic ^^ (F) Bastide Saint Antoine (F)
Tantris (D) Gambero Rosso
Di Tommaso Farina il Mar 3, 2007
Più che monaci, dovrebbero essere gli “hare krishna”. Comunque, potrebbero scrivere che si tratta di “informazioni pubblicitarie” anziché tirar fuori la verifica di “centinaia di locali”.