Elogio del panettone industriale? Facci, raccontala giusta

E’ ben strana la scarsa eco che nel mondo dei blog golosi ha avuto questa notizia: martedì, Filippo Facci, notista giudiziario de Il Giornale, su uno dei blog più letti d’Italia si è buttato a capofitto nella critica gastronomica. Sissignori, potete vederlo voi: Facci è alla ricerca del panettone perduto, che per lui non è quello di pasticceria.
La sua argomentazione?

Quelli delle più mitiche pasticcerie milanesi li ho provati tutti e delusione totale, compreso quello di Peck

Ma questo è niente. Subito dopo, Facci cala l’asso:

E allora io ho da anni il sospetto, più volte verificato, che i panettoni più buoni si celino dietro marche industriali talvolta semisconosciute o modeste, e magari costino pure due lire.

Proprio così, papale papale. Dopo il Club del Tavernello fondato da Paolo Granzotto (anche lui del Giornale) dobbiamo aspettarci un’associazione carbonara del panettone sottocosto?
Pare proprio di sì: lo stesso Facci, commentando il suo scritto, che ha suscitato numerose reazioni, rincara la dose:

State sul pezzo, niente variazioni.
Questa sera ho avuto l’ennesima riprova che i panettoni di pasticceria sono molto meno buoni di quelli industriali. Quelli di pasticceria sono sempre troppo secchi e affidano la dolcezza solo ai canditi, oltrechè essere immangiabili dopo ventisette secondi.
Quelli industriali vengono preparati più di un anno prima (giuro) e sono aborriti dai fighetti di pasticceria per le stesse ragioni per cui agli altri piace: la morbidezza garantita, la pasta che se la schiacci si compatta anzichè essere elastica. E’ lo stesso ragionamento per cui i cornetti freschi sono immangiabili dopo un’ora e quelli confezionati no, ma il paragone comunque non regge perchè il panettone industriale è più buono sin dal principio.
Viva il panettone economico dei lavoratori!
Abbasso il panettone di merda delle finte pasticcerie meneghine piene di vecchi!
A morte i pandoristi austriaci!

Sarebbe interessante sapere quale panettone abbia provato, il Facci, tale da suscitargli tanta riprovazione. Ma forse il Facci non sa che nei suoi amati panettoni industriali (prodotti assolutamente mangiabili, e che non fanno assolutamente male, ma su un altro pianeta rispetto agli artigianali) vengono impiegati semilavorati in quantità, uova disidratate, additivi vari.
Io francamente non ci sto, anche a prescindere dalla ridicolaggine di definire “merda” il panettone degli artigiani. E il simpatico commentatore, di nome Gianni, che definisce “quasi immorale” lo spendere 30 euro per un panettone di pasticceria? Lo invito a venire qui, e a spiegarmi cosa avrebbe di immorale questa scelta. Certo, il Gianni poi dà a Cesare quel che è di Cesare, e loda giustamente il panettone superlativo di Cova: ma al Facci piacerà, questo atto proditorio di render merito al “panettone di merda delle finte pasticcerie meneghine piene di vecchi”?
Facciamo una colletta e compriamogli un panettone di pasticceria da 10kg.

AGGIORNAMENTO: invitato qui ad esprimere le sue ragioni, il Facci ha declinato. Motivazione? “Non me ne frega un cazzo”. Contento lui…

13 Responses to Elogio del panettone industriale? Facci, raccontala giusta

  1. Che tristezza… è la solita “campagna” pro grandi aziende , contro la qualità e gli artigiani. Possibile che ancora ci sia qualcuno che si lascia prendere in giro ? E le Bottiglie di Spumante nei supermercati a 0,50 centesimi… che compaiono guardacaso in questi giorni… ne vogliamo parlare… ;-)

    La qualità si paga… punto.

    VG.

  2. ed. scrive:

    facci dovrebbe andare fino dal nono colussi a venezia, assaggiare ‘focaccia’ e panettone e poi tacere per sempre.

  3. Gigio scrive:

    Facci chi? ma ci facci il piacere…gli mandi un numero del gambero di questo mese: panettone, una fetta, una FACCI(a) e poi ne riparliamo!!! Mentre noi dibattiamo su Loison e sui panettoni industriali simil-facci, intanto fuori italia si sono appropriati di un’invenzione tutta italiana….in Francia e Spagna non c’è famiglia che non festeggi con panettone e pandoro…made in Spagna o Francia…perché non riusciamo mai ad approfittare delle mode che ci vedono protagonisti…ieri vado al supermercato a Madrid e mi ritrovo con il panettone Corte ingles prodotto in prov. di Madrid, le mozzarelle uninova di Galizia, la Bresaola danese (ma la bresaolo non é igp…e a cosa serve l’indic. geografica protetta se poi in Danimarca possono utilizzare il nome…!!!!) e i ravioli del pavo, e il pesto iberico ecc. ecc. Sveglia…e pensare che c’è qualcuno a cui non gliene frega un cazzi-facci!!!!

  4. Tommaso, non ti meravigliare dell’elegante glissare di Facci: egli fa parte di una certa scuola giornalistica (e blogghistica, devo anche dire): scrivere per fare colpo, a prescindere.

  5. Giovanni Pala scrive:

    Cosa? Anche il panettone di Peck s’è rivelato una ciofeca? Ah, signor Facci (ride’, troppo facile ironizzare su un cognome simile, abbia pietà, son figlio di contadini e ciò un fisico tirato su a robina bòna dimolto), mi faccia capire: quello dell’innominabile multinazionale svizzera magari è più buono, eh? O quello dei discount (dove vado regolarmente a fare la spesa, tra l’altro)? Scusi, ma in che pianeta vive? Non è che fa parte di quelli che “Ah, io ho sempre comprato il panettone Ics e non cambio” ergo il panettone artigianale fa (scusi il termine) schifo proprio perché è più caro? E poi chissà chi è lo snob.
    No, caspita, Facci, io piglio ‘cocci: il panettone – vivaddio c’è chi m’ha antecipato – cià la farina, l’òva, il burro bòno e via andare e non i grassi vegetali idrogenati (per le arterie ip ip urrà), le uova liofilizzate (HACCP, alé, ISO 9001, alé, tutti in campo) e altre miscele gabellate per farina; e sentirsi dire che adesso anche il panettone di Peck faccia (e due) schifo, beh beh, mi viene in mente tanto la storiellina di quel che è snob e quello che non lo è, o meglio (ciao Tommaso, sai di che parlo, t’ho messo nei bookmark apposta) ciò che è fighetto e ciò che non lo è.
    In merito alla classe espressa nel diniego sul confronto ti si dice bravo, du’ ulive di numero e arrivedello.

  6. Gianpaolo scrive:

    Ecco che mi rendo impopolare subito…(non come Facci spero, almeno nella forma): qualche volta ho pensato lo stesso!!!!! Aiuto, fulmini del cielo non abbattetevi su di me….arghhh…
    C’e’ un qualcosa che attrae i palati nel cibo industriale, non so se è qualcosa (qualche polverina…?) che ci mettono dentro apposta, come nel cibo per cani o gatti. Però quel sapore leggermente stantio, quella polpa che si compatta e trasuda grassi animali, non lo so, a volte da più libidine del prodotto artigianale, quasi se a forza di ricercare la qualità dei prodotti di base e delle lavorazioni si perdesse quel tot di perversione che c’e’ nel mangiare certi cibi. E’ un po come mangiare un Big Burger e patatine da Mac Donalds, non sarebbe lo stesso se usasse il pane da forno e le patate di cetica. Certo non lo vorrei mangiare tutti i giorni, ma….
    Spero di essere stato un tantino più argomentativo ed elegante del giornalista di cui sopra (ci voleva poco….)
    Gianpaolo

  7. Tommaso Farina scrive:

    Non penso ci sia qualche ragione, anche un mio amico giornalista ammetteva d’avere una segreta astrazione per i salami da hard discount. Non me lo saprei spiegare proprio.

  8. Gigio scrive:

    Se é per questo io conoscevo uno che preferiva pizza hut a trianon e hagen daaz a vivoli…comunque non c’è Facci che tenga: nello stesso giorno mi sono pappato panettone basso a lievitazione popolare della pasticceria Scarpato, prov. di verona, e quello paluani…un abisso…e per scorgere la differenza non c’era bisogno di Ferrán, come dicono gli esperti. buona notte e buon anno nuovo a tutti, facci incluso (siamo buoni, é natale, e perdoniamo pure chi erra…)

  9. Dario Loison scrive:

    A tutti gli amici del Panettone, dal sig Facci al sig Gigio, siete tutti invitati ad una visita al ns sito e magari a ri-vedere un assaggio di un ns Panettone anche a febbraio inoltrato e poi tutti i vs commenti e suggerimenti saranno graditi.
    Sono a vs disposizione.
    Grazie per amare un prodotto tipico della ns tradizione pasticcera che è tra i più difficili in assoluto a produrre e che come penso saprete sta gustandosi dei buoni successi all’ estero e anche (per i prodotti di Alta Gamma) anche in Italia.
    Dario Loison

  10. Tommaso Farina scrive:

    Grazie Dario per il suo intervento. Il vostro panettone è tra i miei favoriti.

  11. Segnaliamo la Fiera Nazionale del Panettone e del Pandoro che si terrà a Reggio Calabria dal 28 al 30 novembre 2008 col contributo del comune di Reggio Calabria presso l’area expo CEDIR.
    Grandi produttori ed artigiani avranno la possibilità di confrontarsi e creare sinergie per innalzare ulteriormente il livello qualitativo dei prodotti.
    L’ingresso è gratuito e saranno previste degustazioni dei prodotti di ciascuna ditta.
    Il tutto all’insegna del Natale, la festività più importante dell’anno.

    Per informazioni:
    http://www.panettonepandoro.it

  12. Raimondo scrive:

    Segnalo un meraviglioso e sontuoso panettone in provincia e precisamente a Legnano (Mi) dalla pasticceria Asperti , direi che siamo ai livelli di Terenzio Busnelli di Arluno . Il sig. Facci poverino sara’ un figlio del MAC DONALD non so se e’ un giornalista ma non ne sa nulla di questo mondo .Se in qualche pasticceria ha trovato del panettone scarso e’ perche’ purtroppo un numero di pasticcerie ( di gente improvvisata non chiamiamoli pasticcieri )compera il panettone incartato dall’industria ( Maina e’ il piu grosso produttore per le pasticcerie in Italia )e poi ecco che un qualsiasi Facci ( se avesse approfondito la questione avrebbe scritto meno sciocchezze , ma fara’ il giornalista perche’ ha la tessera di qualche partito ) spara delle cavolate.
    Raimondo

  13. Tommaso Farina scrive:

    Il panettone del Busnelli di Arluno è tra i migliori, prenotato da mesi prima di Natale. Hai ottimi gusti.
    Ti chiedo con gentilezza però di non usare queste argomentazioni, visto che Filippo (di cui sono amico) fa il giornalista da quando aveva 25 anni, e che politicamente io sono molto peggio di lui… Per cui niente offese, dai.

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